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art . interactive . media . net
L'operazione più recente di Linkoln.net è quella di
una anti-mostra online di lavori, che si abbeverano alle sorgenti
dell'arte concettuale, traducendola egregiamente nei protocolli del
web. Intitolata 4z4; a net art no show la microrassegna incorona
l'opera più rappresentativa di questa
tendenza 'Emptywebsite.com', un lavoro del 1998, fatto di una
pagina completamente bianca con nulla al suo interno e nel codice le
parole da indicizzare (empty, blank, vacant, vacuum, vacuity,
vacancy, void, zilch, nada, empty website, empty web-site, wasteland,
nothing, null, nil, zero, emptiness, whitespace, nullibiety). Allo
stesso modo 'Nowhere.com' è compreso con la sua unica pagina
da cui non si esce, pur contornata di illustrazioni, animazione e
cinguettio che reagisce al mouse, oltre a 'Nonplace.com', che
è costituito solo da una FAQ di domande filosofiche e, a
volte, ridondanti. Inclusi pure 'Dada.com', costituito solo da una
pagina con la 'Ruota di bicicletta' di Duchamp, e 'Bansky', un sito
di graffiti urbani, che, per contrasto, rinnegano il vuoto imposto
dalle vernici coprenti. I lavori sembrano trasudare un singolare
nichilismo digitale che apre le porte a riflessioni nuove, fatte di
una negazione creativa delle possibilità del mezzo, in
contrasto con la sottrazione di fregi attuata nelle pratiche
minimaliste. Il nulla però può evocare il tutto che non
c'è o che si è già sperimentato remando con
tutte le forze contro la velocità produttiva dell'insensata
industria. Come dicono i curatori "immaginate un net space dove le
pagine '404, page not found' fanno andare pian piano in decadimento
il web..."
segnala via email | + facebook | + twitter | TrackBacks (0)
4z4, a net art no show
L'operazione più recente di Linkoln.net è quella di
una anti-mostra online di lavori, che si abbeverano alle sorgenti
dell'arte concettuale, traducendola egregiamente nei protocolli del
web. Intitolata 4z4; a net art no show la microrassegna incorona
l'opera più rappresentativa di questa
tendenza 'Emptywebsite.com', un lavoro del 1998, fatto di una
pagina completamente bianca con nulla al suo interno e nel codice le
parole da indicizzare (empty, blank, vacant, vacuum, vacuity,
vacancy, void, zilch, nada, empty website, empty web-site, wasteland,
nothing, null, nil, zero, emptiness, whitespace, nullibiety). Allo
stesso modo 'Nowhere.com' è compreso con la sua unica pagina
da cui non si esce, pur contornata di illustrazioni, animazione e
cinguettio che reagisce al mouse, oltre a 'Nonplace.com', che
è costituito solo da una FAQ di domande filosofiche e, a
volte, ridondanti. Inclusi pure 'Dada.com', costituito solo da una
pagina con la 'Ruota di bicicletta' di Duchamp, e 'Bansky', un sito
di graffiti urbani, che, per contrasto, rinnegano il vuoto imposto
dalle vernici coprenti. I lavori sembrano trasudare un singolare
nichilismo digitale che apre le porte a riflessioni nuove, fatte di
una negazione creativa delle possibilità del mezzo, in
contrasto con la sottrazione di fregi attuata nelle pratiche
minimaliste. Il nulla però può evocare il tutto che non
c'è o che si è già sperimentato remando con
tutte le forze contro la velocità produttiva dell'insensata
industria. Come dicono i curatori "immaginate un net space dove le
pagine '404, page not found' fanno andare pian piano in decadimento
il web..." segnala via email | + facebook | + twitter | TrackBacks (0)
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I cannot connect to MySQL.
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