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fluID, arena of identities è il progetto di un videogame in cui bisogna trovare / distruggere la propria identità scambiandola, rubandola o facendosela prestare da un'altra persona. Il giocatore comincia essendo un completo 'nessuno', senza faccia, nome, abiti, sesso nè alcuna altra differenziazione dagli altri giocatori. Realizzato dalla coppia Mathias Fuchs e Sylvia Eckermann , permette di affondare le mani in uno dei territori più socialmente interessanti delle comunicazioni elettroniche, che dà ampie possibilità di poter manipolare la propria rappresentazione pubblica. Gli stadi da passare in questo progetto sono affasciananti: dal 'River of Permanent Change', in cui si assumono automaticamente nuovi connotati, al 'The Hall of Mirrors', in cui distorte rappresentazioni di sè si moltiplicano, o ancora lo 'SkinGun', che permette di rubare la rappresentazione di un'altra persona, o ancora il 'Factory of Reproduction', che consente di moltiplicare centinaia di volte la propria immagine senza averne poi il controllo. Disponibili, per ora, diversi screenshot che evidenziano le origini del motore di Unreal, ma soprattutto evidenziano l'ampio ventaglio di trasformazioni possibili, in una sperimentazione psico-sociale quantomai contemporanea e salutare.
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fluID, videogame sull'identità.
fluID, arena of identities è il progetto di un videogame in cui bisogna trovare / distruggere la propria identità scambiandola, rubandola o facendosela prestare da un'altra persona. Il giocatore comincia essendo un completo 'nessuno', senza faccia, nome, abiti, sesso nè alcuna altra differenziazione dagli altri giocatori. Realizzato dalla coppia Mathias Fuchs e Sylvia Eckermann , permette di affondare le mani in uno dei territori più socialmente interessanti delle comunicazioni elettroniche, che dà ampie possibilità di poter manipolare la propria rappresentazione pubblica. Gli stadi da passare in questo progetto sono affasciananti: dal 'River of Permanent Change', in cui si assumono automaticamente nuovi connotati, al 'The Hall of Mirrors', in cui distorte rappresentazioni di sè si moltiplicano, o ancora lo 'SkinGun', che permette di rubare la rappresentazione di un'altra persona, o ancora il 'Factory of Reproduction', che consente di moltiplicare centinaia di volte la propria immagine senza averne poi il controllo. Disponibili, per ora, diversi screenshot che evidenziano le origini del motore di Unreal, ma soprattutto evidenziano l'ampio ventaglio di trasformazioni possibili, in una sperimentazione psico-sociale quantomai contemporanea e salutare.
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