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La dimensione antropomorfa della macchina e la ricerca di una comunicazione istintiva, al di là delle interfacce e delle metafore, è una delle condizioni ideali a cui aspira ogni artista della comunicazione. Ecco perchè un'opera come inter-Face di Yariv Alter Fin attira dal primo istante, dando un volto umano a ciò che appare in una finestra dello schermo. Codificato in due alternative (uomo/donna) rappresenta l'artista stesso nella versione maschile e una certa Dominique in quella femminile. I pochi elementi fondamentali (occhi-naso-bocca) rendono nel bianco della pagina web, una quantità di espressioni diverse, tenere, ironiche e da sberleffi, che ricordano l'irresistibile impulso di fare le smorfie allo specchio. In bilico fra comunicazione e identificazione, il lavoro esprime il doppio ruolo dello schermo, ossia quello di specchio e di finestra, in cui rispettivamente ci si identifica in una rappresentazione o si cerca d'interagire con un proprio simile. L'istintività viene usata come protocollo primordiale, capace di fronte al riconoscimento di un volto, di attivare meccanismi difficilmente controllabili razionalmente, come dimostrano i click multipli effettuati di slancio sulle reattive parti delle due irresistibili facce.
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Inter-Face, interattività fra simili.
La dimensione antropomorfa della macchina e la ricerca di una comunicazione istintiva, al di là delle interfacce e delle metafore, è una delle condizioni ideali a cui aspira ogni artista della comunicazione. Ecco perchè un'opera come inter-Face di Yariv Alter Fin attira dal primo istante, dando un volto umano a ciò che appare in una finestra dello schermo. Codificato in due alternative (uomo/donna) rappresenta l'artista stesso nella versione maschile e una certa Dominique in quella femminile. I pochi elementi fondamentali (occhi-naso-bocca) rendono nel bianco della pagina web, una quantità di espressioni diverse, tenere, ironiche e da sberleffi, che ricordano l'irresistibile impulso di fare le smorfie allo specchio. In bilico fra comunicazione e identificazione, il lavoro esprime il doppio ruolo dello schermo, ossia quello di specchio e di finestra, in cui rispettivamente ci si identifica in una rappresentazione o si cerca d'interagire con un proprio simile. L'istintività viene usata come protocollo primordiale, capace di fronte al riconoscimento di un volto, di attivare meccanismi difficilmente controllabili razionalmente, come dimostrano i click multipli effettuati di slancio sulle reattive parti delle due irresistibili facce.
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