. media culture
art . visual
Le conseguenze estetiche dei progetti collettivi meriterebbero uno studio specifico, che ancora manca nelle discipline teoriche, ma il cui materiale di partenza diventa ogni giorno più ricco. Ultimo fra numerosi progetti che hanno trovato il loro senso nella trasformazione estetica compiuta da una comunità (fra cui lo storico Communimage o il divertente Photoshop Tennis), Kollabor8 di Corey Eiseman consiste in una piattaforma online in cui i partecipanti modificano arbitrariamente le immagini inserite da qualcun'altro. Poche semplici regole (tra cui l'impossibilità di modificare le proprie immagini, o un sistema di crediti che incoraggia la partecipazione attiva premiandola con la possibilità d'iniziare un numero maggiore di nuovi filoni) implementano online quello che è stato un classico in un altro genere artistico basato sui network, ossia la mail art. La continua ricontestualizzazione delle immagini, grazie alle semplici modifiche o alle più profonde, frammentazioni, trasformazioni o armonizzazioni in nuovi contesti, costituisce un affascinante percorso mentale distribuito, fruibile passo per passo che identifica, tramite nickname, i diversi agenti coinvolti. In questo modo gli elementi di ognuno permeano quelli altrui, rincorrendosi in una commistione che diventa un dialogo visuale in progress, in cui gli elementi lasciati intonsi fanno da citazioni e quelli introdotti costituiscono le affermazioni originali.
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Kollabor8, trasformazioni visuali collettive.
Le conseguenze estetiche dei progetti collettivi meriterebbero uno studio specifico, che ancora manca nelle discipline teoriche, ma il cui materiale di partenza diventa ogni giorno più ricco. Ultimo fra numerosi progetti che hanno trovato il loro senso nella trasformazione estetica compiuta da una comunità (fra cui lo storico Communimage o il divertente Photoshop Tennis), Kollabor8 di Corey Eiseman consiste in una piattaforma online in cui i partecipanti modificano arbitrariamente le immagini inserite da qualcun'altro. Poche semplici regole (tra cui l'impossibilità di modificare le proprie immagini, o un sistema di crediti che incoraggia la partecipazione attiva premiandola con la possibilità d'iniziare un numero maggiore di nuovi filoni) implementano online quello che è stato un classico in un altro genere artistico basato sui network, ossia la mail art. La continua ricontestualizzazione delle immagini, grazie alle semplici modifiche o alle più profonde, frammentazioni, trasformazioni o armonizzazioni in nuovi contesti, costituisce un affascinante percorso mentale distribuito, fruibile passo per passo che identifica, tramite nickname, i diversi agenti coinvolti. In questo modo gli elementi di ognuno permeano quelli altrui, rincorrendosi in una commistione che diventa un dialogo visuale in progress, in cui gli elementi lasciati intonsi fanno da citazioni e quelli introdotti costituiscono le affermazioni originali.
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