. media culture
art . book . media . preservation
book - Verlag Hochschule ür Gestaltung Offenbach - ISBN 3921997410
La deperibilità delle informazioni elettroniche è uno dei temi più delicati dell'era digitale. I nuovi media sono legati a doppio filo alla disponibilità di hardware che ne permetta la fruizione, da ormai trent'anni a questa parte, e irrisolto resta il problema della conservazione, una complessa combinazione di manutenzione di apparecchiature dai diversi, e a volte defunti standard, e la volatilità dei supporti. Con tanta incertezza di archiviazione, preziosa è pertanto la stampa degli interventi di questo ciclo internazionale di conferenze sull'archeologia dei media, che affronta il tema da una prospettiva storica e culturale, comprendente anche diversi angoli di lettura, come il ruolo del corpo come medium e le difficoltà di documentazione di taluni lavori, come, ad esempio, le performance. Il limbo dei materiali registrati, accessibili, forse, solo ripristinandone le condizioni originarie, è paragonato ad un continente perduto ed in effetti se si pensa alla quantità di materiale mediale registrato su supporti magnetici, si riesce facilmente a visualizzare una visione melanconica di un alto e imprecisato numero di opere che inesorabilmente si stanno perdendo, come se i depositi dei musei fossero lentamente invasi invasi da uno stesso imbattibile parassita distruttivo. Ma la perdita della memoria, ossia della sua testimonianza replicabile fisicamente (in maniera organica, analogica o digitale che sia) comporta una perdita della storia il cui prezzo è decisamente troppo alto.
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(edited by) Rotraut Pape - Sixcon_Lost Media
book - Verlag Hochschule ür Gestaltung Offenbach - ISBN 3921997410La deperibilità delle informazioni elettroniche è uno dei temi più delicati dell'era digitale. I nuovi media sono legati a doppio filo alla disponibilità di hardware che ne permetta la fruizione, da ormai trent'anni a questa parte, e irrisolto resta il problema della conservazione, una complessa combinazione di manutenzione di apparecchiature dai diversi, e a volte defunti standard, e la volatilità dei supporti. Con tanta incertezza di archiviazione, preziosa è pertanto la stampa degli interventi di questo ciclo internazionale di conferenze sull'archeologia dei media, che affronta il tema da una prospettiva storica e culturale, comprendente anche diversi angoli di lettura, come il ruolo del corpo come medium e le difficoltà di documentazione di taluni lavori, come, ad esempio, le performance. Il limbo dei materiali registrati, accessibili, forse, solo ripristinandone le condizioni originarie, è paragonato ad un continente perduto ed in effetti se si pensa alla quantità di materiale mediale registrato su supporti magnetici, si riesce facilmente a visualizzare una visione melanconica di un alto e imprecisato numero di opere che inesorabilmente si stanno perdendo, come se i depositi dei musei fossero lentamente invasi invasi da uno stesso imbattibile parassita distruttivo. Ma la perdita della memoria, ossia della sua testimonianza replicabile fisicamente (in maniera organica, analogica o digitale che sia) comporta una perdita della storia il cui prezzo è decisamente troppo alto.
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