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art
Il tempo consumato da uno screensaver è un tempo di risulta, disperso nella stasi dell'utente, interrotto e ripreso in un discontinuo e indefinito manifestarsi. Un tempo marginale che scorre automaticamente e accumula silenziosamente il suo patrimonio d'immagini mostrate nel monitor solitario. Holding Pattern Cathy Davies è il primo di una prevista serie di screensaver 'cinematici', secondo la definizione della sua autrice. Mostra di volta in volta varie prospettive di visioni da finestrini degli aerei col panorama sottostante che scorre lentamente, come nella realtà. La ripetitività frammentata del suo mostrarsi lo immerge in contesti diversi per ambiente (orari del giorno) e predisposizione (umore dell'utente). E in questo modo il muto scorrere di una visione realistica
che gli autori definiscono come 'visione periferica', apre uno squarcio di una realtà familiare per chiunque abbia preso un aereo, e astratta al tempo stesso, in quanto la sua similarità con decine di simili sommarie visioni la colloca in una costruita confidenzialità. L'invisibile artificialità generata dalla macchina, quindi, inganna l'occhio e la mente e asseconda una visione piacevole e fittizia.
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Holding Pattern, screensaver cinematico.
Il tempo consumato da uno screensaver è un tempo di risulta, disperso nella stasi dell'utente, interrotto e ripreso in un discontinuo e indefinito manifestarsi. Un tempo marginale che scorre automaticamente e accumula silenziosamente il suo patrimonio d'immagini mostrate nel monitor solitario. Holding Pattern Cathy Davies è il primo di una prevista serie di screensaver 'cinematici', secondo la definizione della sua autrice. Mostra di volta in volta varie prospettive di visioni da finestrini degli aerei col panorama sottostante che scorre lentamente, come nella realtà. La ripetitività frammentata del suo mostrarsi lo immerge in contesti diversi per ambiente (orari del giorno) e predisposizione (umore dell'utente). E in questo modo il muto scorrere di una visione realistica
che gli autori definiscono come 'visione periferica', apre uno squarcio di una realtà familiare per chiunque abbia preso un aereo, e astratta al tempo stesso, in quanto la sua similarità con decine di simili sommarie visioni la colloca in una costruita confidenzialità. L'invisibile artificialità generata dalla macchina, quindi, inganna l'occhio e la mente e asseconda una visione piacevole e fittizia.
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