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Slowscan Soundwave (III), presenze sonore

Slowscan Soundwave (III), Douglas Irving Repetto, slowscansoundwaveiii.jpg Il suono che è sempre stato 'immateriale' (ben prima dei dati digitali) ha da sempre affascinato i nostri apparati percettivi per la sua sfuggevole 'presenza'. La presenza sonora, infatti, che organicamente si manifesta nella vibrazione del timpano e nei conseguenti segnali elettrici che arrivano al nostro cervello, è uno dei temi degli artisti sonori, capaci di giocare intorno alla sua essenza, ossia alla percezione che i restanti nostri sensi hanno del suono vicino a noi. Slowscan Soundwave (III) di Douglas Irving Repetto è un'installazione in cui ampi teli di poliestere semi trasparente (mylar) si muovono a seconda dei suoni dell'ambiente, attraverso un sistema di motori, corde e pulegge. Illuminati da luci soffuse generano a loro volta ombre e bagliori riflessi, e si muovono all'unisono, proprio come un unico sistema che viene smosso dalle frequenze. L'eterea trasparenza e la vibrazione dei teli ad ondate materializza la rappresentazione astratta fatta da sinusoidi nei software audio, riproducendo con una meccanica analogica gli atavici processi fisici inorganici che sono diventati di dominio pubblico attraverso le interfacce digitali.



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