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I Love You la storica mostra di computer virus ha aperto il 22 giugno al Museo d'Arte Contemporanea di Novi Sad. Questa è la quinta edizione della mostra (una sesta sarà inaugurata l'11 luglio al Museo d'Arte Contemporanea di Belgrado), e ne rappresenta l'ultima versione, denominata 'I love you [rev.eng]'. Curata da Franziska Nori, include lavori che sono ancora notevoli nel campo e rappresentano uno stato dell'arte della memoria collettiva di uno dei più importanti fenomeni sociali informatici. Il meme dei computer virus è stato sempre coinvolgente e il suo senso di diffusione irrefrenabile ha ispirato molte metafore linguistiche. Ma il parallelo fra il processo d'infezione virtuale e quello basilare della comunicazione dovrebbe farci riflettere profondamente su virus e worms intesi come media. In una prospettiva inquietante essi possono essere visti come terreni di prova per future (ma non più di tanto) pratiche di marketing aggressivo, come lo spam che sembra essere pure nello stesso gruppo. In conclusione, i cosiddetti 'blended threats' stanno sfidando la nostra coscienza del mediascape digitale ben più dei nostri hard disk, e questa mostra è una piccola pietra miliare per cominciare una necessaria reverse engineering di questi processi.
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I Love You, computer virus exhibition in Novi Sad
I Love You la storica mostra di computer virus ha aperto il 22 giugno al Museo d'Arte Contemporanea di Novi Sad. Questa è la quinta edizione della mostra (una sesta sarà inaugurata l'11 luglio al Museo d'Arte Contemporanea di Belgrado), e ne rappresenta l'ultima versione, denominata 'I love you [rev.eng]'. Curata da Franziska Nori, include lavori che sono ancora notevoli nel campo e rappresentano uno stato dell'arte della memoria collettiva di uno dei più importanti fenomeni sociali informatici. Il meme dei computer virus è stato sempre coinvolgente e il suo senso di diffusione irrefrenabile ha ispirato molte metafore linguistiche. Ma il parallelo fra il processo d'infezione virtuale e quello basilare della comunicazione dovrebbe farci riflettere profondamente su virus e worms intesi come media. In una prospettiva inquietante essi possono essere visti come terreni di prova per future (ma non più di tanto) pratiche di marketing aggressivo, come lo spam che sembra essere pure nello stesso gruppo. In conclusione, i cosiddetti 'blended threats' stanno sfidando la nostra coscienza del mediascape digitale ben più dei nostri hard disk, e questa mostra è una piccola pietra miliare per cominciare una necessaria reverse engineering di questi processi. segnala via email | + facebook | + twitter | TrackBacks (0)
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