. media culture
book . hacking . hacktivism . media . videogame
Harvard University Press - ISBN 0674025199
Dopo aver remixato 'Il Capitale' con genuina cultura hacker (in ' Manifesto Hacker'), McKenzie Wark ha sentito l'urgenza di passare ad un altro focolaio nell'attuale dibattito sulla media culture: i computer games. Invece di fossilizzarsi sulle attuali stabili correnti teoriche, qui egli considera i giochi come una versione utopica del mondo, con il suo tipico stile di brevi arguti e taglienti paragrafi. Questo approccio centrato sul giocatore sovverte l'usuale assunzione che i giochi devono essere studiati in base alla loro struttura. E ciò è fatto per provare che i giochi sono anche mezzi di propaganda per la riorganizzazione del lavoro e la ridefinizione delle libertà sociali, per esempio. La sua analisi si concentra su nove diversi giochi in altrettanti capitoli che stressano i loro concetti fondanti. L'autore approfondisce molti meccanismi sottili, con l'obiettivo di alzare la coscienza del giocatore rispetto ai processi stabiliti a monte, come il fatto di sedurlo e catturare i suoi desideri alimentandoli allo stesso tempo, cercando infine di costruire una teoria critica dei giochi. I risultati sono controversi come ogni sforzo di Wark, ma sono allo stesso tempo provocativi e talvolta davvero ispiratori, per cui spesso aprono nuovi possibili percorsi per l'interpretazione dei giochi e persino si altri ambienti digitali. Supportato dall'Institute for the Future of the Book, il testo rientra perfettamente nella tradizione delle teorie valorizzate attraverso la rete (in stile nettime), e infatti una prima bozza di questo testo era stata presentata online, sollecitando commenti e dibattiti. Questo ha portato a questa versione statica in forma stampata (che include una storia dei commenti ricevuti più significativi) e ad una struttura ipertestuale e (iper)interpretata visualmente, disponibile online.
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McKenzie Wark - Gamer Theory
Harvard University Press - ISBN 0674025199Dopo aver remixato 'Il Capitale' con genuina cultura hacker (in ' Manifesto Hacker'), McKenzie Wark ha sentito l'urgenza di passare ad un altro focolaio nell'attuale dibattito sulla media culture: i computer games. Invece di fossilizzarsi sulle attuali stabili correnti teoriche, qui egli considera i giochi come una versione utopica del mondo, con il suo tipico stile di brevi arguti e taglienti paragrafi. Questo approccio centrato sul giocatore sovverte l'usuale assunzione che i giochi devono essere studiati in base alla loro struttura. E ciò è fatto per provare che i giochi sono anche mezzi di propaganda per la riorganizzazione del lavoro e la ridefinizione delle libertà sociali, per esempio. La sua analisi si concentra su nove diversi giochi in altrettanti capitoli che stressano i loro concetti fondanti. L'autore approfondisce molti meccanismi sottili, con l'obiettivo di alzare la coscienza del giocatore rispetto ai processi stabiliti a monte, come il fatto di sedurlo e catturare i suoi desideri alimentandoli allo stesso tempo, cercando infine di costruire una teoria critica dei giochi. I risultati sono controversi come ogni sforzo di Wark, ma sono allo stesso tempo provocativi e talvolta davvero ispiratori, per cui spesso aprono nuovi possibili percorsi per l'interpretazione dei giochi e persino si altri ambienti digitali. Supportato dall'Institute for the Future of the Book, il testo rientra perfettamente nella tradizione delle teorie valorizzate attraverso la rete (in stile nettime), e infatti una prima bozza di questo testo era stata presentata online, sollecitando commenti e dibattiti. Questo ha portato a questa versione statica in forma stampata (che include una storia dei commenti ricevuti più significativi) e ad una struttura ipertestuale e (iper)interpretata visualmente, disponibile online.
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