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hacking . hacktivism . media . tv . video
Interception è una performance di puro 'urban hacktivism', condotta in Polonia da Roch Forowicz, artista di Varsavia che ha molto sperimentato con le tecnologie video e i concetti legati alla sorveglianza negli spazi pubblici e alla violazione della privacy. In questo suo ultimo progetto Forowicz si spinge sino a rimuovere una telecamera di sorveglianza e a reinstallarla in una stazione della metropolitana, proiettandone l'output su un muro, in modo che i passanti si ritrovino inevitabilmente davanti alla propria immagine intercetta da un motore di movement tracking. Sicuramente una scelta artistica abbastanza radicale quella di rubare un'apparecchiatura e poi utilizzarla pubblicamente e illegalmente, documentando tutto senza filtri. Anche se dal sapore un pò sensazionalistico è bene che ci siano artisti che addottano scelte di questo tipo, calandosi direttamente nel ring urbano, e cambiandone o addirittura invertendone in modo inaspettato l'arredo e la funzionalità, anche se per poche ore. Infatti è proprio su questo piano che si gioca la parte più socialmente significtiva di questa performance, dove palesemente traspare la differenza tra la 'legalità' imposta dall'establishment nel videosorvegliare privati cittadini in giro per la città e 'l'illegalità' degli stessi cittadini nel mettere creativamente a nudo tali pratiche.
Tony Canonico
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Interception, camera hijacking contro la sorveglianza
Interception è una performance di puro 'urban hacktivism', condotta in Polonia da Roch Forowicz, artista di Varsavia che ha molto sperimentato con le tecnologie video e i concetti legati alla sorveglianza negli spazi pubblici e alla violazione della privacy. In questo suo ultimo progetto Forowicz si spinge sino a rimuovere una telecamera di sorveglianza e a reinstallarla in una stazione della metropolitana, proiettandone l'output su un muro, in modo che i passanti si ritrovino inevitabilmente davanti alla propria immagine intercetta da un motore di movement tracking. Sicuramente una scelta artistica abbastanza radicale quella di rubare un'apparecchiatura e poi utilizzarla pubblicamente e illegalmente, documentando tutto senza filtri. Anche se dal sapore un pò sensazionalistico è bene che ci siano artisti che addottano scelte di questo tipo, calandosi direttamente nel ring urbano, e cambiandone o addirittura invertendone in modo inaspettato l'arredo e la funzionalità, anche se per poche ore. Infatti è proprio su questo piano che si gioca la parte più socialmente significtiva di questa performance, dove palesemente traspare la differenza tra la 'legalità' imposta dall'establishment nel videosorvegliare privati cittadini in giro per la città e 'l'illegalità' degli stessi cittadini nel mettere creativamente a nudo tali pratiche. Tony Canonico
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