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DVD - Manipulatto Splendid
Fin dai primissimi fotogrammi, in Messy, progetto audio-video di Jorge Castro, edito dalla Manipulatto Splendid, traspare il genio di chi assieme già evidenti capacita' tecniche (immagini e sonorizzazioni digitali...entrambe 'glicciate' ed estreme per tagli e qualità delle sequenze) riesce a collimare un altrettanto indubbia coerenza concettuale, articolata in cesure architettoniche, fra geometriche modanature e salti di scala. L'artista argentino è abilissimo nel sottrarsi sia ad esiti eccessivamente 'naturalistici' che a troppo insistite astrazioni, praticando una sorta d'anamorfosi combinatoria fra figure, linee e paesaggi, giocando sugli scorci, sulle strette prospettive, sugli angoli di visuale. Similmente, sia le ambientazioni più metropolitane che le altre riprese sembrano infine come azzerate, cancellate nel ricercato slittamento-appiattimento di dati sensibili. Persino le sequenze esteticamente più caratterizzate (quelle di 'Joyce Noir 2.1'), segnate da pulsioni fetish-performative (fra post-modern dance e cyber attitude) risultano infine rarefatte, ipnotiche ed un po' aliene per riverberi e congegnati montaggi.
Aurelio Cianciotta
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Jorge Castro aka Fisternni - Messy
DVD - Manipulatto SplendidFin dai primissimi fotogrammi, in Messy, progetto audio-video di Jorge Castro, edito dalla Manipulatto Splendid, traspare il genio di chi assieme già evidenti capacita' tecniche (immagini e sonorizzazioni digitali...entrambe 'glicciate' ed estreme per tagli e qualità delle sequenze) riesce a collimare un altrettanto indubbia coerenza concettuale, articolata in cesure architettoniche, fra geometriche modanature e salti di scala. L'artista argentino è abilissimo nel sottrarsi sia ad esiti eccessivamente 'naturalistici' che a troppo insistite astrazioni, praticando una sorta d'anamorfosi combinatoria fra figure, linee e paesaggi, giocando sugli scorci, sulle strette prospettive, sugli angoli di visuale. Similmente, sia le ambientazioni più metropolitane che le altre riprese sembrano infine come azzerate, cancellate nel ricercato slittamento-appiattimento di dati sensibili. Persino le sequenze esteticamente più caratterizzate (quelle di 'Joyce Noir 2.1'), segnate da pulsioni fetish-performative (fra post-modern dance e cyber attitude) risultano infine rarefatte, ipnotiche ed un po' aliene per riverberi e congegnati montaggi.
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