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Non bisogna certo essere appassionati di videogiochi o aver vissuto l'adolescenza negli anni '70 o '80 per conoscere classici come Space invaders, Pacman o Tetris. La loro potenza iconica si mantiene intatta nell'immaginario collettivo anche grazie alle innumerevoli reinterpretazioni ed aggiornamenti. I loro schemi di gioco sono spesso usati da game artisti come metafore per creare nuove concatenazioni di senso: Mario Bros può essere rivestito di una nuova grafica diventando uno spunto di discussione sulle condizioni di lavoro degli immigrati, Space invaders può essere usato per descrivere l'eterna battaglia tra Linux e i sistemi operativi proprietari e così via. Talvolta l'intervento avviene sull'algoritmo stesso. Nel caso di Basho's frogger, Mario Battle no.1 e Tetris 1d l'hacking è un puro esercizio concettuale che uccide deliberatamente la componente ludica. Nella migliore tradizione della software art, la funzionalità del programma (l' intrattenimento in questo caso) è attaccata con fervore luddista. Meno "artistico" ma per certi versi più raffinato è il progetto retrosabotage che propone ogni settimana una variante di un famoso arcade. Come fossero standard jazz gli algoritmi sono rimaneggiati in maniera da tradire le aspettative del giocatore pur mantenendo meccaniche famigliari. Mokumentary ipotizza una versione mai rilasciata di Pacman in cui ci si trova a controllare i fantasmi, Incompatible Visions è un'impossibile mash-up fra Tetris e Duck Hunt mentre le variazioni su tema di Space Invaders spingono all'assurdo il tragico destino della navicella. In qualche caso il "sabotaggio" da vita a nuovi schemi di gioco: Compromise è un corto circuito del Tetris a due giocatori, Build on e Balance ribaltano il tedioso Breakout aggiungendo funzionalità inedite. Retrosabotage è poco più che collezione di burle ma riesce tuttavia a regalare piacevoli delusioni al topo di Skinner che vegeta nel nostro cervello. Ma l'esperimento più radicale in questo filone è probabilmente ROM CHECK FAIL una sorta di remix psichedelico di una dozzina di classici arcade. Grafica, nemici, scenari e le rispettive dinamiche di gioco sono casualmente rimescolate da un software impazzito. Ogni partita è un frenetico zapping fra situazioni imprevedibili ma stranamente giocabili. Dopo aver contaminato il video la cultura del remix digitale conquista anche i videogiochi. E i risultati sono sorprendenti.
Paolo Pedercini
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Rom Check Fail, ultimate videogame remix
Non bisogna certo essere appassionati di videogiochi o aver vissuto l'adolescenza negli anni '70 o '80 per conoscere classici come Space invaders, Pacman o Tetris. La loro potenza iconica si mantiene intatta nell'immaginario collettivo anche grazie alle innumerevoli reinterpretazioni ed aggiornamenti. I loro schemi di gioco sono spesso usati da game artisti come metafore per creare nuove concatenazioni di senso: Mario Bros può essere rivestito di una nuova grafica diventando uno spunto di discussione sulle condizioni di lavoro degli immigrati, Space invaders può essere usato per descrivere l'eterna battaglia tra Linux e i sistemi operativi proprietari e così via. Talvolta l'intervento avviene sull'algoritmo stesso. Nel caso di Basho's frogger, Mario Battle no.1 e Tetris 1d l'hacking è un puro esercizio concettuale che uccide deliberatamente la componente ludica. Nella migliore tradizione della software art, la funzionalità del programma (l' intrattenimento in questo caso) è attaccata con fervore luddista. Meno "artistico" ma per certi versi più raffinato è il progetto retrosabotage che propone ogni settimana una variante di un famoso arcade. Come fossero standard jazz gli algoritmi sono rimaneggiati in maniera da tradire le aspettative del giocatore pur mantenendo meccaniche famigliari. Mokumentary ipotizza una versione mai rilasciata di Pacman in cui ci si trova a controllare i fantasmi, Incompatible Visions è un'impossibile mash-up fra Tetris e Duck Hunt mentre le variazioni su tema di Space Invaders spingono all'assurdo il tragico destino della navicella. In qualche caso il "sabotaggio" da vita a nuovi schemi di gioco: Compromise è un corto circuito del Tetris a due giocatori, Build on e Balance ribaltano il tedioso Breakout aggiungendo funzionalità inedite. Retrosabotage è poco più che collezione di burle ma riesce tuttavia a regalare piacevoli delusioni al topo di Skinner che vegeta nel nostro cervello. Ma l'esperimento più radicale in questo filone è probabilmente ROM CHECK FAIL una sorta di remix psichedelico di una dozzina di classici arcade. Grafica, nemici, scenari e le rispettive dinamiche di gioco sono casualmente rimescolate da un software impazzito. Ogni partita è un frenetico zapping fra situazioni imprevedibili ma stranamente giocabili. Dopo aver contaminato il video la cultura del remix digitale conquista anche i videogiochi. E i risultati sono sorprendenti.
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