. media culture
art . software

Artificial Smile, è un allegro mondo, dopo tutto

Artificial Smile, Stefan Stubbe, Andreas Schmelas, artificial_smile.jpg
La rappresentazione digitale della realtà è tecnicamente e concettualmente un falso, e questo "falso" è sempre più quello a cui ci stiamo abituando. Il processo di ridurre in pixel (causando una perdita di dettagli), approssimare i colori (causando una perdita di toni) e i suoni (causando una perdita di

frequenze) stanno definitivamente creando un distorto (ed enorme al tempo stesso) archivio delle ultime decadi. Da questa prospettiva la verità è sempre una negoziazione fra ciò che vedono i nostri occhi e ciò che le macchine registrano e archiviano. Perciò perché non intervenire in una delle più antiche maniere di rappresentare la realtà (i ritratti amatoriali), spingendolo fino alle estreme conseguenze nelle categorie "pop" e "automatico"? Con Artificial Smile di Stefan Stubbe e Andreas Schmelas, ogni ricordo è un ricordo positivo. La loro fotocamera modificata è in grado di trasformare ogni ritratto in un volto sorridente, sostituendo labbra perfettamente sorridenti a quelle meno gioiose, attingendole da un sostanzioso database. Il risultato è una comunità sociale da cui traspare un "e vissero per sempre felici e contenti" scattato artificialmente attraverso una fotocamera dotata di un corpo dorato riflettente. Ma, sfortunatamente, questa è solo tecnologia, non una favola.




segnala via email | + facebook | + twitter | TrackBacks (0)

« Iman Moradi. Ant Scott, Joe Gilmore, Christopher Murphy - Glitch: Designing Imperfection | Main | Mary Flanagan - Critical Play, Radical Game Design »