Panopticons, uccelli di sorveglianza
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La distopia settecentesca di Bentham, l’idea di uno spazio architettonico in grado di assicurare visibilità e controllo totale, ritorna nel progetto Panopticons di una coppia di studenti olandesi della Utrecht School of the Arts (HKU): Thomas voor ‘t Hekke e Bas van Oerle. In questa moderna rivisitazione il Panopticon non è più un progetto di carcere ma diventa un sistema di sorveglianza
centrato su telecamere alate o, se preferite, uccelli la cui testa si è evoluta in una telecamera. La crescente tensione suscitata dalla capillare distribuzione di occhi elettronici, in ogni punto dei moderni territori urbani, viene evocata dal duo collocando una serie di uccelli (gabbiani e corvi) in luoghi di passaggio di alcune città olandesi; la circostanza che questi strani animali siano equipaggiati con una telecamera semovente, montata sul collo, provoca reazioni alquanto differenti in quei passanti che si accorgono di simili inquietanti presenze: dal divertimento all’angoscia. Tali reazioni sono filmate e montate in brevi video che risultano emblematici della tendenza, propria di alcune tecnologie moderne, a trasformarsi in strumenti di controllo, così come della rassegnazione con cui gli individui moderni si abituano a vivere la propria vita quotidiana sotto sorveglianza.
Vito Campanelli
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