Coded Sensation, udibili al tatto

In Coded Sensation tutto ciò che accade è generato dal tatto. Delle mani accarezzano sinuosamente corpi e oggetti interamente ricoperti da un tessuto nero, lucido e iridiscente, generando suoni. Il tessuto è realizzato applicando su una semplice stoffa un foglio sottilissimo di ossido di cromo (lo stesso utilizzato nei nastri
delle audiocassette). L’artista Martin Rille, ideatore dell’opera, ha registrato su di esso informazioni di vario tipo (storie, musiche, poesie, voci). Tramite delle apposite testine posizionate sui guanti, le carezze dei performers “leggono” i contenuti registrati trasformandoli in suoni udibili al pubblico. Il risultato è uno scratching di brusii, suoni e sprazzi di parole, informazioni che attraverso una sorta di iper-epidermide diventano fisiche, percettibili. A dispetto delle suggestioni futuristiche evocate (la leggerezza delle movenze ricorda le fluttuazioni in assenza di gravità), l’atmosfera generata è pregna di una sensualità primitiva, cruda, travolgente. Forse perchè il tatto è il primo dei cinque sensi che l’uomo utilizza per avere coscienza di ciò lo circonda: qui il gesto del “toccare” ha un respiro atavico. E’ toccandolo, che si può avere la nozione dell’altro da se, e quindi anche delle sue più emozionanti sublimazioni sonore.
Chiara Ciociola
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