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Photo / Nikto, una battaglia tra luce e buio

chiara ciociola, Douglas Edric Stanley, Annelore Schneider, HEAD Geneve, Photo / Nikto, photo_nykto.jpg
Photo/Nikto è un gioco per iPad, progettato da Annelore Schneider e Douglas Edric Stanley all'interno del progetto «Unterplay» del the Master Media Design - HEAD di Ginevra. Il suo funzionamento è molto semplice. A gioco fermo, lo schermo del dispositivo è esattamente per metà bianco e per metà nero e toccando lo schermo si da inizio al gioco. Se la luce dell'ambiente

circostante è accesa, la parte bianca dello schermo invaderà gradualmente la nera. Al contrario spegnendo la luce, sarà il nero a coprire la parte bianca. Avvicinandosi ai bordi dello schermo, l'invasione del nero sul bianco (o viceversa) diventa più rapida e incalzante, facendo aumentare repentinamente anche il punteggio indicato in numeri al centro dello schermo. Se l'invasione di luce o di ombra raggiunge il bordo della schermata prima che venga cambiata la condizione luminosa, il gioco si finisce. Nella sua chiarezza e semplicità il meccanismo di gioco irretisce, forse per l'austero significato che porta con sè la lotta tra il "bianco" e il "nero", espresso con un'interfaccia estremamente asciutta e coerente con la narrazione (alla luce corrisponde il bianco, al buio il nero). Altrettanto evidenti sono alcune considerazioni legate alla scelta della piattaforma iPad: sarebbe possibile giocare anche solo oscurando con il dito il rilevatore di luminosità nella webcam. Ed inoltre ecologicamente lo spegnere e accendere e' una pratica abbastanza dannosa. E poi l'Ipad è spesso utilizzato in ambienti di passaggio, come luoghi pubblici o mezzi di trasporto in cui lo spegnimento della luce pone alcuni evidenti problemi logistici. Forse proprio questa esigenza di fermarsi, a casa o comunque in un ambiente abbastanza familiare da poterne gestire la luminosità, è una caratteristica significativa: per poter eseguire la narrativa di questo gioco è infatti l'ambiente a doversi modificare per il funzionamento del dispositivo, e non viceversa, mettendo in dubbio il ruolo della tecnologia come mero strumento di semplificazione a favore di una centralità che a volte diventa difficile non riconoscere.

Chiara Ciociola




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