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| > Neural Magazine | ||||||||
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Silence 2002, Rassegna di musiche del nostro tempo. Bari 29 Aprile-23 Maggio [programma completo] OMAGGIO A JOHN CAGE (1992 2002) John Cage ha collocato la sua ricerca rivoluzionaria non tanto sul livello dell'innovazione linguistica ma, più a fondo, sulle basi antropologiche della pratica musicale e, più in generale, dell'arte. Mentre le avanguardie musicali consumavano nel secondo dopoguerra una necessaria, quanto però priva di sbocchi, rincorsa autoreferenziale alla dissoluzione di ogni convenzione linguistica fino ad una Babele di 'grammatiche' private, Cage si interrogava sul significato stesso del fare musica in un mondo profondamente cambiato rispetto a quello ottocentesco che aveva plasmato la forma-concerto come principale medium musicale. Ed è sul profondo contrasto fra le abitudini consolidate della forma concerto e le profonde trasformazioni della prassi musicale e della vita nel secolo scorso che Cage opera, avendo come bussola una 'poetica della prassi' (Sanguineti) che mira a scuotere pubblici cloroformizzati e musicisti succubi di antichi e nuovi rituali ed a valorizzare l'esperienza, intesa come continua apertura al mondo nella forma di un ascolto attivo di nuovo tipo e di una mobilitazione permanente dei sensi e dell'intelletto che incrina le distinzioni rigide fra compositore, esecutore e fruitore. L'ascolto non è più mirato alla 'storia dei suoni', cioè ad un percorso di aspettative del 'pubblico' confermate o disattese dal compositore, ma al suono stesso, a 'questo' suono che stiamo ascoltando, qui ed ora. L'azione dell'ascolto cosciente, l'apertura di finestre sul divenire continuo del paesaggio sonoro è la chiave per comprendere il percorso cageano: tutti gli eventi sonori che accadono, nell'ambito delle finestre che soggettivamente apriamo sull'ascoltabile, sono accomunati da una caratteristica, la durata. In questo modo cade l'antica distinzione tra suono e rumore, poiché qualsiasi fenomeno sonoro, essendo una presenza nel tempo, può essere assunto nella musica, che è quella che ascoltiamo nel recinto delle sale da concerto ma anche quella che possiamo procurarci aprendo le finestre di casa. 4'33'', il famoso pezzo silenzioso è, in questo senso e a detta del compositore stesso, l'opera più importante di Cage. Tutto ciò non può non avere conseguenze per l'attività' dei compositori e degli esecutori stessi: tutte le tecniche cageane - legate all'uso del caso nella composizione, all'esecuzione indeterminata (la delega all'esecutore di alcune scelte musicali) o all'esecuzione indeterminata in quanto tale (il fornire schemi operativi che possono portare a risultati imprevedibili anche per l'interprete) - puntano a consentire a compositori ed esecutori una liberazione da abitudini e sedimentazioni linguistiche secolari verso la sorpresa di sempre nuovi ascolti. Ogni suono è sempre nuovo se ascoltato con mente libera. |
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