. suoni
ambient . drone . electronica . experimental
CD - Touch
Tre lunghe incisioni, proprio come nel precedente album di debutto 'Iris', rendono di nuovo merito della raffinata produttività del musicista neozelandese Rosy Parlane. Ancora una volta i suoi suoni sono presentati nell'elegante artwork del fotografo e design Jon Wozencroft: la suggestione delle immagini sembra immediatamente suggerire un'ispirazione questa volta più organica, dalla struttura iterata, nelle forme ariose ma con un substrato metallico, che riporta il tutto ad una natura possente, dove la terra è un nucleo primordiale e pulsante. Un amalgama di suoni che confluisce assieme, droni, sequenze sommesse, microemergenze fatte di fruscii amplificati che pian piano prendono vita, accenni appena di mistiche musicalità rituali, frutti quasi spontanei dell'energia che sgorga e poi defluisce. Nella terza suite è all'inizio un intro, corale e armoniosa, a tenere banco, quasi d'impianto classico ma subito assediata da effetti, crepitii e ridondanze, in un racconto che rimane sospeso, che aleggia nelle evoluzioni di una libellula (in particolare a questo sembrano alludere certi trattamenti fra naturale e sintetico) mentre attorno e con toni epici la complessità che coinvolge ogni cosa si dispiega avvolgente nella sua forza.
Aurelio Cianciotta
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Rosy Parlane - Jessamine
CD - TouchTre lunghe incisioni, proprio come nel precedente album di debutto 'Iris', rendono di nuovo merito della raffinata produttività del musicista neozelandese Rosy Parlane. Ancora una volta i suoi suoni sono presentati nell'elegante artwork del fotografo e design Jon Wozencroft: la suggestione delle immagini sembra immediatamente suggerire un'ispirazione questa volta più organica, dalla struttura iterata, nelle forme ariose ma con un substrato metallico, che riporta il tutto ad una natura possente, dove la terra è un nucleo primordiale e pulsante. Un amalgama di suoni che confluisce assieme, droni, sequenze sommesse, microemergenze fatte di fruscii amplificati che pian piano prendono vita, accenni appena di mistiche musicalità rituali, frutti quasi spontanei dell'energia che sgorga e poi defluisce. Nella terza suite è all'inizio un intro, corale e armoniosa, a tenere banco, quasi d'impianto classico ma subito assediata da effetti, crepitii e ridondanze, in un racconto che rimane sospeso, che aleggia nelle evoluzioni di una libellula (in particolare a questo sembrano alludere certi trattamenti fra naturale e sintetico) mentre attorno e con toni epici la complessità che coinvolge ogni cosa si dispiega avvolgente nella sua forza.
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