. suoni
acoustic/digital . experimental . glitch'n'cuts . impro
CD - Hibari Music
Registrazioni in parte effettuate negli studi di Christoph Amann a Vienna ed in parte eseguite live alla Kid Ailack Art Hall di Tokyo, fra il 2003 e il 2004, poi editate dalla stessa Taku Unami, alla quale sono da ascrivere tutte le strutture musicali messe in opera nell'iterazione fra computer ed oggetti, assecondate da Burkhard Stangl con tradizionali (ma non troppo) tecniche improvvisative agendo su varie chitarre (fra le quali sicuramente spicca una 'double-necked contraguitar'). Quattro nel complesso le tracce, ognuna denominata con lo stesso nome dell'album, 'I Was', ma seguita nell'ordine da uno, due, tre e quattro puntini di sospensione, quasi a rimarcare la stessa natura dell'opera, eterea e seriale, fatta di piccole insistite variazioni, rimarcando certa sperimentazione improvvisativa, che appunto in quanto anche applicazione analitica, esplora ogni combinazione d'elementi, catalogandone tutti i possibili effetti in tempo reale. Grappoli di suoni che avvolti in occulte melodie delicatamente dissonanti, fra ticchettii, click e silenzi, evolvono ora in striduli ronzii o in quasi organiche emergenze, per poi ritornare sui propri passi sempre all'insegna di tocchi solo apparentemente esitanti, in realtà assai sapienti e frutto d'un accurata preparazione musicale.
Aurelio Cianciotta
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Burkhard Stangl / Taku Unami - I Was
CD - Hibari MusicRegistrazioni in parte effettuate negli studi di Christoph Amann a Vienna ed in parte eseguite live alla Kid Ailack Art Hall di Tokyo, fra il 2003 e il 2004, poi editate dalla stessa Taku Unami, alla quale sono da ascrivere tutte le strutture musicali messe in opera nell'iterazione fra computer ed oggetti, assecondate da Burkhard Stangl con tradizionali (ma non troppo) tecniche improvvisative agendo su varie chitarre (fra le quali sicuramente spicca una 'double-necked contraguitar'). Quattro nel complesso le tracce, ognuna denominata con lo stesso nome dell'album, 'I Was', ma seguita nell'ordine da uno, due, tre e quattro puntini di sospensione, quasi a rimarcare la stessa natura dell'opera, eterea e seriale, fatta di piccole insistite variazioni, rimarcando certa sperimentazione improvvisativa, che appunto in quanto anche applicazione analitica, esplora ogni combinazione d'elementi, catalogandone tutti i possibili effetti in tempo reale. Grappoli di suoni che avvolti in occulte melodie delicatamente dissonanti, fra ticchettii, click e silenzi, evolvono ora in striduli ronzii o in quasi organiche emergenze, per poi ritornare sui propri passi sempre all'insegna di tocchi solo apparentemente esitanti, in realtà assai sapienti e frutto d'un accurata preparazione musicale.
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