. suoni
abstract . ambient . electronica . minimal . techno
CD - Ostgut Ton/Kompakt
No, non sono quelli di 'Shut Up And Dance', celeberrimo combo londinese (ad Hackney), qui si parla tedesco, grazie al Berghain Club che ha commissionato a cinque produttori, composizioni musicali per altrettante coreografie, da far utilizzare a cinque differenti danzatori dello Staatsballet di Berlino. Coinvolti anche dall'etichetta Ostgut Ton, distribuita dalla Kompakt, i musicisti si sono adoperati ciascuno non prescidendo dai propri consueti canoni stilistici, ma adeguandosi al particolare specifico operativo, partendo dalla semplice effettiva constatazione che sonorità le più attuali possibili bene s'incrocino nelle orbite d'altrettanto contemporanee evoluzioni nei movimenti. Si propongono allora articolatissime ed eleganti tessiture dub-tech nella lunga suite (16 minuti) degli nsi. (Non Standard Institut, aka Tobias Freund & Max Loderbauer), sufficientemente tagliate ed energetiche (pur nell'insistito minimalismo che le caratterizza) tanto da favorire iterazioni e suggestive riprese nell'azione, oppure, nel caso degli Sleeparchive immergendo la platea in sequenze ambient-techno, più monocordi per battute, ma avvolgenti nelle atmosfere, grazie soprattutto ad un buon uso dei synth. Nel solco di strutture musicali ripetitive di taglio più tradizionale pur se rivisitate nei timbri sonori, il lavoro di Âme in 'Fiori', mentre l'andamento clubbing-decostruito di Luciano, in 'Drunken Ballet', pur se interessante nelle tessiture, lascia di sicuro meno libertà nell'interpretazione (perché una delle caratteristiche di certa danza contemporanea è proprio quella d'assecondare/prescindere le componenti ritmiche e le 'suggestioni primarie' nella musica). In ultimo è 'Symphony for the Surrealists' di Luke Slater (che qui utilizza il moniker di The 7th Plain) a catalizzare l'attenzione, dando vita ad una traccia ambientale ed elegiaca dove a tratti emergono scansioni click'n'glitch e risonanze armoniche d'impostazione space.
Aurelio Cianciotta
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Staatsballet Berlin presents: Shut Up And Dance! Updated
CD - Ostgut Ton/KompaktNo, non sono quelli di 'Shut Up And Dance', celeberrimo combo londinese (ad Hackney), qui si parla tedesco, grazie al Berghain Club che ha commissionato a cinque produttori, composizioni musicali per altrettante coreografie, da far utilizzare a cinque differenti danzatori dello Staatsballet di Berlino. Coinvolti anche dall'etichetta Ostgut Ton, distribuita dalla Kompakt, i musicisti si sono adoperati ciascuno non prescidendo dai propri consueti canoni stilistici, ma adeguandosi al particolare specifico operativo, partendo dalla semplice effettiva constatazione che sonorità le più attuali possibili bene s'incrocino nelle orbite d'altrettanto contemporanee evoluzioni nei movimenti. Si propongono allora articolatissime ed eleganti tessiture dub-tech nella lunga suite (16 minuti) degli nsi. (Non Standard Institut, aka Tobias Freund & Max Loderbauer), sufficientemente tagliate ed energetiche (pur nell'insistito minimalismo che le caratterizza) tanto da favorire iterazioni e suggestive riprese nell'azione, oppure, nel caso degli Sleeparchive immergendo la platea in sequenze ambient-techno, più monocordi per battute, ma avvolgenti nelle atmosfere, grazie soprattutto ad un buon uso dei synth. Nel solco di strutture musicali ripetitive di taglio più tradizionale pur se rivisitate nei timbri sonori, il lavoro di Âme in 'Fiori', mentre l'andamento clubbing-decostruito di Luciano, in 'Drunken Ballet', pur se interessante nelle tessiture, lascia di sicuro meno libertà nell'interpretazione (perché una delle caratteristiche di certa danza contemporanea è proprio quella d'assecondare/prescindere le componenti ritmiche e le 'suggestioni primarie' nella musica). In ultimo è 'Symphony for the Surrealists' di Luke Slater (che qui utilizza il moniker di The 7th Plain) a catalizzare l'attenzione, dando vita ad una traccia ambientale ed elegiaca dove a tratti emergono scansioni click'n'glitch e risonanze armoniche d'impostazione space.
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