. suoni
audio art . experimental . soundscapes
CD - Sirr
Iterazioni tattili, delicate abrasioni (questo appunto il titolo del primo brano in scaletta), incontro di superfici e materiali in un vecchio magazzino di Santa Fé, in New Mexico, dove chiodi, polvere, porte girevoli, metallo, vetro e legno, hanno dato luogo a registrazioni d'esperienze fisiche ma anche ad ambienti mentali , avvolgendo gli ascoltatori in un nuovo 'intensificato' spazio auditivo. Sound-art che personalmente mi riporta allo spirito della musica concreta degli anni sessanta-settanta, alle sperimentazioni di Alvin Curran (splendidamente utilizzato poi nel 1980 da Simone Carella in uno spettacolo che segnerà la ricerca teatrale di quegli anni: 'Iperurania'). Vere e proprie stanze sonore, camere astratte dove si enfatizzano aspetti ed esperienze del quotidiano forse marginali, ma significative di nuovi sguardi e prese di coscienza rispetto ad una realtà in continua mutazione. La ricerca di un centro di gravità, allora, piuttosto che il pretesto per un motivetto pop di successo (Battiato), qui prende le forme di respiri, processsati in real-time in un apposita 'graphite room' ad evocare spazi e strutture contemplative tipiche dei giardini e della musica orientale (Giappone), oppure nell'incisione finale, 'Mountains Hidden in Mountains', in un tempio buddista, rivelando nei suoni i complessi 'overtones' e le onde di vibrazioni da questi propagate.
Aurelio Cianciotta
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Steve Peters - Three Rooms
CD - SirrIterazioni tattili, delicate abrasioni (questo appunto il titolo del primo brano in scaletta), incontro di superfici e materiali in un vecchio magazzino di Santa Fé, in New Mexico, dove chiodi, polvere, porte girevoli, metallo, vetro e legno, hanno dato luogo a registrazioni d'esperienze fisiche ma anche ad ambienti mentali , avvolgendo gli ascoltatori in un nuovo 'intensificato' spazio auditivo. Sound-art che personalmente mi riporta allo spirito della musica concreta degli anni sessanta-settanta, alle sperimentazioni di Alvin Curran (splendidamente utilizzato poi nel 1980 da Simone Carella in uno spettacolo che segnerà la ricerca teatrale di quegli anni: 'Iperurania'). Vere e proprie stanze sonore, camere astratte dove si enfatizzano aspetti ed esperienze del quotidiano forse marginali, ma significative di nuovi sguardi e prese di coscienza rispetto ad una realtà in continua mutazione. La ricerca di un centro di gravità, allora, piuttosto che il pretesto per un motivetto pop di successo (Battiato), qui prende le forme di respiri, processsati in real-time in un apposita 'graphite room' ad evocare spazi e strutture contemplative tipiche dei giardini e della musica orientale (Giappone), oppure nell'incisione finale, 'Mountains Hidden in Mountains', in un tempio buddista, rivelando nei suoni i complessi 'overtones' e le onde di vibrazioni da questi propagate.
Aurelio Cianciotta
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