. suoni
acoustic/digital . audio art . experimental
CD - Touch
L'affondamento del Titanic, metafora inconfutabile del fallimento della moderna tecnologia e di tempi nuovi ancora officiati da forti differenze di classe, da sempre ha suscitato emozioni intensissime. Parte di questa mitologia contemporanea, narra la storia, è sicuramente rafforzata dal racconto dei sopravvissuti, la cui testimonianza è quella di un'orchestra (quella di Wallace Hartley) ancora all'opera in pieno naufragio, assecondando eroicamente la logica del 'The Show Must Go On' piu' che le note già tristi di una delle ultime famose arie li' suonate: 'Autumn'. Suggestioni che modulate dalla Touch adesso sull'importanza del wireless nella comunicazione e nell'arte musicale ('sound once generated never die' affermava Marconi) ci riportano con pertinenza ai sensibili trattamenti 'semi-aleatori' di Gavin Bryars, composti come opera-aperta nel 1969 e adesso ripubblicati grazie alle registrazioni effettuate nel 2005 al Teatro Malibran di Venezia con la partecipazione di Philip Jeck e dell'Alter Ego Ensemble. La partitura frammista da segnali morse e voci registrate s'impone nel complesso come un fulgido esempio di logica minimalista, giocata sulla ripetizione e scomposizione di strutture sonore assai differenti.
Aurelio Cianciotta
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Gavin Bryars - The Sinking Of The Titanic
CD - TouchL'affondamento del Titanic, metafora inconfutabile del fallimento della moderna tecnologia e di tempi nuovi ancora officiati da forti differenze di classe, da sempre ha suscitato emozioni intensissime. Parte di questa mitologia contemporanea, narra la storia, è sicuramente rafforzata dal racconto dei sopravvissuti, la cui testimonianza è quella di un'orchestra (quella di Wallace Hartley) ancora all'opera in pieno naufragio, assecondando eroicamente la logica del 'The Show Must Go On' piu' che le note già tristi di una delle ultime famose arie li' suonate: 'Autumn'. Suggestioni che modulate dalla Touch adesso sull'importanza del wireless nella comunicazione e nell'arte musicale ('sound once generated never die' affermava Marconi) ci riportano con pertinenza ai sensibili trattamenti 'semi-aleatori' di Gavin Bryars, composti come opera-aperta nel 1969 e adesso ripubblicati grazie alle registrazioni effettuate nel 2005 al Teatro Malibran di Venezia con la partecipazione di Philip Jeck e dell'Alter Ego Ensemble. La partitura frammista da segnali morse e voci registrate s'impone nel complesso come un fulgido esempio di logica minimalista, giocata sulla ripetizione e scomposizione di strutture sonore assai differenti.
Aurelio Cianciotta
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. casuale dal bookshop
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