. suoni
acoustic/digital . audio art . experimental . free form . impro
CD - Tzadik
Acustica e lieve elettronica, editando strumenti musicali assai tradizionali, sonorità sensibili, calibratissime ma spiazzanti, sia per l'intensità dell'esecuzione, sia per l'estrema varietà dei passaggi, improvvisazione e creativo continuum di più elementi - giustapposti da Maja Solveig Kjelstrup Ratkje in 'River Mouth Echoes' assecondando approcci ben esperiti - in bilico tra elettroacustica, musica da camera e ricerca vocale. Attitudine che si esprime nelle forme stilizzate, certo non asettiche ma in qualche modo ancora autorali, tipiche della musica colta, che fatica nello sfuggire ad un impostazione tutta concertistica, sebbene permeata anche da tangenti tensioni digitali. Infine avvincente per trame e spessore timbrico questa raccolta dagli estremi registri puó definirsi autenticamente sperimentale, fantasia per quattro viole ispirata dal poema 'Et Os' dell'autrice norvegese Karin Sveen, titolo che tradotto in lingua inglese significa 'estuario' (da qui 'River Mouth'), zona di foce fra terra ed acqua dove convergono più rigagnoli, metafora fin troppo evidente di una convergenza ritagliata e biografica che ingloba infine ogni singolo aspetto del proprio specifico lavoro artistico.
Aurelio Cianciotta
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Maja S.K. Ratkje - River Mouth Echoes
CD - TzadikAcustica e lieve elettronica, editando strumenti musicali assai tradizionali, sonorità sensibili, calibratissime ma spiazzanti, sia per l'intensità dell'esecuzione, sia per l'estrema varietà dei passaggi, improvvisazione e creativo continuum di più elementi - giustapposti da Maja Solveig Kjelstrup Ratkje in 'River Mouth Echoes' assecondando approcci ben esperiti - in bilico tra elettroacustica, musica da camera e ricerca vocale. Attitudine che si esprime nelle forme stilizzate, certo non asettiche ma in qualche modo ancora autorali, tipiche della musica colta, che fatica nello sfuggire ad un impostazione tutta concertistica, sebbene permeata anche da tangenti tensioni digitali. Infine avvincente per trame e spessore timbrico questa raccolta dagli estremi registri puó definirsi autenticamente sperimentale, fantasia per quattro viole ispirata dal poema 'Et Os' dell'autrice norvegese Karin Sveen, titolo che tradotto in lingua inglese significa 'estuario' (da qui 'River Mouth'), zona di foce fra terra ed acqua dove convergono più rigagnoli, metafora fin troppo evidente di una convergenza ritagliata e biografica che ingloba infine ogni singolo aspetto del proprio specifico lavoro artistico.
Aurelio Cianciotta
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