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acoustic/digital . audio art . experimental . field recordings . free form
CD - Baskaru
Terzo ed ultimo episodio della serie Hypernatural, ricerca ispirata dai suoni organici dell'estremo oriente, dalle trasparenze sensibilissime, dagli intrecci di registrazioni spesso astratte ed eteree. Evanescenze auditive che Yoshio Machida è abilissimo nel combinare, manipolando le stesse ed aggiungendo ulteriore dilatatissima armonica sostanza, cangiante ed ingegnosa nei passaggi quieti ma sempre altamente evocativi. Un processo che si è andato affinando in quasi dieci anni - tanto ci è voluto per la chiusura del ciclo - iniziato con un autoproduzione e poi proseguito nel 2002 sulla label tedesca Softlmusic. Sono infine emozionanti le risonanze atmosferiche, effimere cesure, note che crescono per intimo svolgimento e nutrizione delle parti, fino a costituire un flusso assai continuo e complesso d'iterazioni ritmiche e sommovimenti, orchestrati ad arte nel glitch d'insieme, frammenti d'una poetica volutamente gentile ed esitante ma certo non sciapa per gusto. 'L'oblio è proprio della correlazione fra la materia e il tempo. L'oblio ha un aspetto positivo: sembra essere un fenomeno del tutto naturale del processo temporale e diventa uno dei fattori per la creazione di nuovi universi. La natura consiste in una miriade di diversi cicli memoria-oblio'. Questo ci ricorda Machida, in bilico - mi sembra - fra filosofia zen e studio delle reazioni applicato a precisi modelli fisici d'alternanza, approccio decisamente meno 'idealizzante' e 'naive' di quello che a prima vista verrebbe da pensare.
Aurelio Cianciotta
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Yoshio Machida - Hypernatural #3
CD - BaskaruTerzo ed ultimo episodio della serie Hypernatural, ricerca ispirata dai suoni organici dell'estremo oriente, dalle trasparenze sensibilissime, dagli intrecci di registrazioni spesso astratte ed eteree. Evanescenze auditive che Yoshio Machida è abilissimo nel combinare, manipolando le stesse ed aggiungendo ulteriore dilatatissima armonica sostanza, cangiante ed ingegnosa nei passaggi quieti ma sempre altamente evocativi. Un processo che si è andato affinando in quasi dieci anni - tanto ci è voluto per la chiusura del ciclo - iniziato con un autoproduzione e poi proseguito nel 2002 sulla label tedesca Softlmusic. Sono infine emozionanti le risonanze atmosferiche, effimere cesure, note che crescono per intimo svolgimento e nutrizione delle parti, fino a costituire un flusso assai continuo e complesso d'iterazioni ritmiche e sommovimenti, orchestrati ad arte nel glitch d'insieme, frammenti d'una poetica volutamente gentile ed esitante ma certo non sciapa per gusto. 'L'oblio è proprio della correlazione fra la materia e il tempo. L'oblio ha un aspetto positivo: sembra essere un fenomeno del tutto naturale del processo temporale e diventa uno dei fattori per la creazione di nuovi universi. La natura consiste in una miriade di diversi cicli memoria-oblio'. Questo ci ricorda Machida, in bilico - mi sembra - fra filosofia zen e studio delle reazioni applicato a precisi modelli fisici d'alternanza, approccio decisamente meno 'idealizzante' e 'naive' di quello che a prima vista verrebbe da pensare.
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