. suoni
audio art . drone . experimental . field recordings . free form
4 miniCD - Absinth
Spicca subito l'originale artwork, composto da un piegevole cartonato di buona fattura, laccato a mano da M. Renkel (con un denso color acrilico bluastro), completato da quattro mini cd disposti a rombo (pure se un poco punitiva ne risulta l'identificazione, senza nessuna ulteriore scritta, carattere o sigla che li distingua e con le tracce nemmeno taggate). Riusciamo infatti a decifrare i singoli progetti solo per il dissimile numero d'incisioni degli artisti. Iniziamo con Annette Krebs: la sua unica traccia di ben quindici minuti parte dilatatissima, con sparuti suoni d'oggetti e gong strani, inglobando interferenze radiofoniche, sibili, hum, voci e variazioni tonali. Tutti materiali che sarebbe possibile - a quanto afferma la stessa autrice - anche organizzare secondo una struttura differente, modulandone le parti a seconda dei contesti performativi. Predominante nell'economia dell'esperienza auditiva, risulta qui la tensione, il senso di sorpresa nel succedersi degli eventi sonori. Si passa dopo a Gilles Aubry, tra rarefatte ma vivide sequenze space, composizioni generative basate sull'esplorazione di microframmenti, frequenze e feedback, ben modulate in tessiture granulari e ispide. Tre le tracce per Aubry e quattro invece per Ignaz Schick, altro sound artist berlinese, abile nell'agire manipolati inviluppi d'organo, modulando sospese texture, fra elementi elettronici e strutture improvvisative, sensibili nei cambi di tonalitá, negli esotici incastri e sovrapposizioni. Si chiude infine con due incisioni di Andrea Ermke, focalizzato in primis sulle molte field recording accumulate. Frammenti d'una quotidianitá urbana, insieme a riverberi piú naturalistici e ad accidentali registrazioni di dialoghi fra persone. Non ci sono a Berlino, insomma, solo le orde della dance elettronica. Qui ed ora: la sperimentazione piú astratta รจ ancora viva.
Aurelio Cianciotta
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Various Artists - Berlin Electronics
4 miniCD - AbsinthSpicca subito l'originale artwork, composto da un piegevole cartonato di buona fattura, laccato a mano da M. Renkel (con un denso color acrilico bluastro), completato da quattro mini cd disposti a rombo (pure se un poco punitiva ne risulta l'identificazione, senza nessuna ulteriore scritta, carattere o sigla che li distingua e con le tracce nemmeno taggate). Riusciamo infatti a decifrare i singoli progetti solo per il dissimile numero d'incisioni degli artisti. Iniziamo con Annette Krebs: la sua unica traccia di ben quindici minuti parte dilatatissima, con sparuti suoni d'oggetti e gong strani, inglobando interferenze radiofoniche, sibili, hum, voci e variazioni tonali. Tutti materiali che sarebbe possibile - a quanto afferma la stessa autrice - anche organizzare secondo una struttura differente, modulandone le parti a seconda dei contesti performativi. Predominante nell'economia dell'esperienza auditiva, risulta qui la tensione, il senso di sorpresa nel succedersi degli eventi sonori. Si passa dopo a Gilles Aubry, tra rarefatte ma vivide sequenze space, composizioni generative basate sull'esplorazione di microframmenti, frequenze e feedback, ben modulate in tessiture granulari e ispide. Tre le tracce per Aubry e quattro invece per Ignaz Schick, altro sound artist berlinese, abile nell'agire manipolati inviluppi d'organo, modulando sospese texture, fra elementi elettronici e strutture improvvisative, sensibili nei cambi di tonalitá, negli esotici incastri e sovrapposizioni. Si chiude infine con due incisioni di Andrea Ermke, focalizzato in primis sulle molte field recording accumulate. Frammenti d'una quotidianitá urbana, insieme a riverberi piú naturalistici e ad accidentali registrazioni di dialoghi fra persone. Non ci sono a Berlino, insomma, solo le orde della dance elettronica. Qui ed ora: la sperimentazione piú astratta รจ ancora viva.
Aurelio Cianciotta
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