. suoni
drone . experimental
CD - Dekorder
Concepito da Marc Richter, head honcho della Dekorder, sotto il moniker Black to Comm, vede la luce 'Fractal Hair Geometry', multiforme impasto di sonorità effettate ed oblique, droni - spesso insistiti e mutoidi - costruiti per trattamenti profondi con l'ausilio d'un Farfisa e d'una tastierina Casio SK-5 (strumento midi quest'ultimo assai economico, particolarmente apprezzato e popolare proprio negli ambiti del circuit bending e del modding). Emergono atmosfere, strati di suono più che melodie, mentre le sequenze di gusto space e labirintiche, sembrano proliferare per pattern, risultato d'un applicazione forse un pò scolastica ma assai efficace. Le modulazioni sono indubbiamente tutte molto 'lavorate' e risalta l'uso di vocalità non verbali a potenziare mescole già molto iterate, grazie anche all'ausilio di strumenti più tradizionali, il piano di Jonna Karanka, la tromba di Guido Mobius, il violino di Renate Nikolaus, tutti artisti con un background musicale molto solido, usuali collaboratori dell'etichetta di Amburgo. L'effetto complessivo è straniante, sfuggendo a una bivalenza spesso insita in contigue avanguardie: qui al contrario sembrano essere più importanti le relazioni fra le differenti parti, la misura che scaturisce dal tutto, pur nell'insieme vago, sommatoria dei differenti elementi.
Aurelio Cianciotta
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Black to Comm - Fractal Hair Geometry
CD - DekorderConcepito da Marc Richter, head honcho della Dekorder, sotto il moniker Black to Comm, vede la luce 'Fractal Hair Geometry', multiforme impasto di sonorità effettate ed oblique, droni - spesso insistiti e mutoidi - costruiti per trattamenti profondi con l'ausilio d'un Farfisa e d'una tastierina Casio SK-5 (strumento midi quest'ultimo assai economico, particolarmente apprezzato e popolare proprio negli ambiti del circuit bending e del modding). Emergono atmosfere, strati di suono più che melodie, mentre le sequenze di gusto space e labirintiche, sembrano proliferare per pattern, risultato d'un applicazione forse un pò scolastica ma assai efficace. Le modulazioni sono indubbiamente tutte molto 'lavorate' e risalta l'uso di vocalità non verbali a potenziare mescole già molto iterate, grazie anche all'ausilio di strumenti più tradizionali, il piano di Jonna Karanka, la tromba di Guido Mobius, il violino di Renate Nikolaus, tutti artisti con un background musicale molto solido, usuali collaboratori dell'etichetta di Amburgo. L'effetto complessivo è straniante, sfuggendo a una bivalenza spesso insita in contigue avanguardie: qui al contrario sembrano essere più importanti le relazioni fra le differenti parti, la misura che scaturisce dal tutto, pur nell'insieme vago, sommatoria dei differenti elementi.
Aurelio Cianciotta
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