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audio art . experimental . field recordings . microsound
CD - Pogus
Con una laurea in letteratura inglese al King¹s College di Londra, Simon Wickham-Smith non improvvisa certo, nel titolo del suo nuovo album per Pogus, un riferimento abbastanza esplicito al genere della 'lamentazione', stile letterario e musicale in voga tra il quattordicesimo ed il sedicesimo secolo, principalmente in Europa, mutuato a sua volta dalla tragedia greca e con illustri antecedenti nella Bibbia. In guisa - infatti - d'una struggente preghiera, 'Sandokai (The Harmony Of Difference And Equality)' ha per base un nastro consegnato all'autore da una suora, in una cerimonia devozionale zen. Anche i testi, scritti e recitati dalla poetessa americana Rachel Becker e sottoposti a minimali manipolazioni digitali, in 'The Kin-Kindness Of Beforehand', riportano ad atmosfere eteree, oscure, in più lingue ed interpretazioni, come voci di fantasmi che all'unisono sono perse in un vuoto ancora vibrante di micro-racconti. Echi e minimale elettronica dissonante, mantra più armonici ed influenze orientaleggianti, che s'intrecciano nella title track a salmi della tradizione scozzese, in uno strano melange di gusto, ripetizioni e textures. Un opera affascinante, inquieta, ricca di suggestioni e melanconica.
Aurelio Cianciotta
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Simon Wickham-Smith - Love & Lamentation
CD - PogusCon una laurea in letteratura inglese al King¹s College di Londra, Simon Wickham-Smith non improvvisa certo, nel titolo del suo nuovo album per Pogus, un riferimento abbastanza esplicito al genere della 'lamentazione', stile letterario e musicale in voga tra il quattordicesimo ed il sedicesimo secolo, principalmente in Europa, mutuato a sua volta dalla tragedia greca e con illustri antecedenti nella Bibbia. In guisa - infatti - d'una struggente preghiera, 'Sandokai (The Harmony Of Difference And Equality)' ha per base un nastro consegnato all'autore da una suora, in una cerimonia devozionale zen. Anche i testi, scritti e recitati dalla poetessa americana Rachel Becker e sottoposti a minimali manipolazioni digitali, in 'The Kin-Kindness Of Beforehand', riportano ad atmosfere eteree, oscure, in più lingue ed interpretazioni, come voci di fantasmi che all'unisono sono perse in un vuoto ancora vibrante di micro-racconti. Echi e minimale elettronica dissonante, mantra più armonici ed influenze orientaleggianti, che s'intrecciano nella title track a salmi della tradizione scozzese, in uno strano melange di gusto, ripetizioni e textures. Un opera affascinante, inquieta, ricca di suggestioni e melanconica.
Aurelio Cianciotta
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