. suoni
acoustic/digital . ambient . experimental . laptop
CD - Touch
Enfasi melodica e discontinuità di trame, frammenti, ibridazioni e pattern dai molti incroci: denso e cangiante un mare di suoni ci sommerge, con texture ambientali, mille rivoli, confluenze e stagnazioni. Fennesz, continuando sulla strada intrapresa con il precedente 'Venice', pare oramai interessato a sovrapposizioni più ariose, ambientali, lasciando da parte click e saettanti insistiti effetti, lavorando appena sul rumore di fondo, qui utilizzando in maniera atipica chitarre acustiche ed elettriche, synth, campionatori e computer, modulati anche attraverso Lloopp, un software scritto in max/msp e dedicato - in particolar modo - all'improvvisazione live. É un flusso inarrestabile, continuo, iterato, 'The Colour Of Three', che riporta ad atmosfere da 'colonnello Kurtz', oppure 'Glide', nel quale l'artista viennese duetta docilmente con Rosy Parlane, sperimentatore laptop altrettanto avvezzo a intricate astratte elettroniche. Sfumature elegiache, solo appena dissonanti negli inserti, anche in 'Vacuum', nel quale la perfezione delle forme è obliquamente poco 'disturbata', assecondando evidentemente il tentativo di dar vita ad una nuova 'classicità' digitale.
Aurelio Cianciotta
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Fennesz - Black Sea
CD - TouchEnfasi melodica e discontinuità di trame, frammenti, ibridazioni e pattern dai molti incroci: denso e cangiante un mare di suoni ci sommerge, con texture ambientali, mille rivoli, confluenze e stagnazioni. Fennesz, continuando sulla strada intrapresa con il precedente 'Venice', pare oramai interessato a sovrapposizioni più ariose, ambientali, lasciando da parte click e saettanti insistiti effetti, lavorando appena sul rumore di fondo, qui utilizzando in maniera atipica chitarre acustiche ed elettriche, synth, campionatori e computer, modulati anche attraverso Lloopp, un software scritto in max/msp e dedicato - in particolar modo - all'improvvisazione live. É un flusso inarrestabile, continuo, iterato, 'The Colour Of Three', che riporta ad atmosfere da 'colonnello Kurtz', oppure 'Glide', nel quale l'artista viennese duetta docilmente con Rosy Parlane, sperimentatore laptop altrettanto avvezzo a intricate astratte elettroniche. Sfumature elegiache, solo appena dissonanti negli inserti, anche in 'Vacuum', nel quale la perfezione delle forme è obliquamente poco 'disturbata', assecondando evidentemente il tentativo di dar vita ad una nuova 'classicità' digitale.
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