. suoni
acoustic/digital . drone . experimental . folktronica
CD - Ahornfelder
Strutture armoniche apparentemente svagate, fragili polifonie, quelle operate dalla sperimentatrice e videomaker transalpina Anne Laplantine, ben conosciuta anche per i suoi trascorsi progetti utilizzando i moniker di Michiko Kusaki e Angelika Koehlermann , adesso non disdegnando concettuali sintonie pop digitali, in forma di "pseudo-ballads" e fittizie orchestrazioni sintetiche, modulate in complessive piacevolezze auditive ma con cipiglio in definitiva cervellotico, contorto e sempre ambivalente, non scevro di rimembranze anche classico-barocche, qui ristrutturate in più contemporanea guisa. Raffinate miniature, spesso volutamente irrisolte negli attacchi, quasi ad esorcizzare poi la forma-canzone, alla quale si fa in ogni caso riferimento, tra sample e field recording bruscamente interrotte da ghirigori folktronici, o arrangiando trasversalmente suoni di flauto, chitarra, drum machine e larvali melodie. Un territorio che può apparire non specificatamente definito per scelte stilistiche ma che in realtà fa fede d'una progettualità volutamente aleatoria, non certo ingenua, frutto d'una sensibilità ricercata ed eccentrica.
Aurelio Cianciotta
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Anne Laplantine - A Little May Time Be
CD - AhornfelderStrutture armoniche apparentemente svagate, fragili polifonie, quelle operate dalla sperimentatrice e videomaker transalpina Anne Laplantine, ben conosciuta anche per i suoi trascorsi progetti utilizzando i moniker di Michiko Kusaki e Angelika Koehlermann , adesso non disdegnando concettuali sintonie pop digitali, in forma di "pseudo-ballads" e fittizie orchestrazioni sintetiche, modulate in complessive piacevolezze auditive ma con cipiglio in definitiva cervellotico, contorto e sempre ambivalente, non scevro di rimembranze anche classico-barocche, qui ristrutturate in più contemporanea guisa. Raffinate miniature, spesso volutamente irrisolte negli attacchi, quasi ad esorcizzare poi la forma-canzone, alla quale si fa in ogni caso riferimento, tra sample e field recording bruscamente interrotte da ghirigori folktronici, o arrangiando trasversalmente suoni di flauto, chitarra, drum machine e larvali melodie. Un territorio che può apparire non specificatamente definito per scelte stilistiche ma che in realtà fa fede d'una progettualità volutamente aleatoria, non certo ingenua, frutto d'una sensibilità ricercata ed eccentrica.
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