. suoni
acoustic/digital . audio art . experimental . soundscape
CD - Deep Listening
Suoni che sembrano convergere in ultra-rarefatte sequenze, esitanti nelle costruzioni sensibili, dalle strutture fortemente ambientali e narrative, che riflettono del background dell'autore, Stephan Moore, a lungo membro della live band in forza alla Merce Cunningham Dance Company . Un compositore che ha poi innervato della sua operatività più fronti, supportando anche progetti innovativi di giovani coreografi, occupandosi della progettazione musicale per spettacoli e performance. Ritmi e texture, anche queste di 'To Build A Field', che incedono nel delineare lo spazio, agendo per condivisibili astrazioni e finemente modulati intrecci, sempre in bilico tra risorse acustiche e trattamenti elettronici, apporti improvvisativi e passaggi maggiormente ponderati. Nel continuum ideale di un unico spettacolo collettivo, nel corso delle sei distinte tracce, seminalmente progettate per altrettante esibizioni di danza, Moore ci rende partecipi d'un complessivo audio-design, stilizzatissimo e poetico, espressione feconda di una creatività applicata che mantiene tuttavia forte la cifra autorale d'un applicazione assai colta e competente.
Aurelio Cianciotta
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Stephan Moore - To Build A Field
CD - Deep ListeningSuoni che sembrano convergere in ultra-rarefatte sequenze, esitanti nelle costruzioni sensibili, dalle strutture fortemente ambientali e narrative, che riflettono del background dell'autore, Stephan Moore, a lungo membro della live band in forza alla Merce Cunningham Dance Company . Un compositore che ha poi innervato della sua operatività più fronti, supportando anche progetti innovativi di giovani coreografi, occupandosi della progettazione musicale per spettacoli e performance. Ritmi e texture, anche queste di 'To Build A Field', che incedono nel delineare lo spazio, agendo per condivisibili astrazioni e finemente modulati intrecci, sempre in bilico tra risorse acustiche e trattamenti elettronici, apporti improvvisativi e passaggi maggiormente ponderati. Nel continuum ideale di un unico spettacolo collettivo, nel corso delle sei distinte tracce, seminalmente progettate per altrettante esibizioni di danza, Moore ci rende partecipi d'un complessivo audio-design, stilizzatissimo e poetico, espressione feconda di una creatività applicata che mantiene tuttavia forte la cifra autorale d'un applicazione assai colta e competente.
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