. suoni
audio art . drone . experimental . noise
CD - Strukto
Non è certo il primo progetto dall'artwork di colore nero, anche se qui oltre al cartonato esterno con la scritta 'Black' a rilievo, risalta impeccabilmente "neutro" e scurissimo anche il fondo del contenitore in plastica trasparente, il foglietto d'istruzioni allegato e lo stesso cd in questione. Gli artisti giapponesi - in genere - sono piuttosto meticolosi per concettualità e applicazione, Yutaka Makino, in tal caso, ne conferma la regola, grazie a un design non a caso ultraminimale e stilizzatissimo. Anche il contenuto - tuttavia - persegue vie 'estreme', sin dalla struttura dei brani, che sono addirittura trenta, con tracce alcune brevissime (11 secondi) altre comprese fra uno e due minuti. Sonorità dalla forte matrice 'granulare', tutte registrate in mono e con un range limitato di frequenze e timbri, che riportano fortemente a un'estetica macchinica, dove la capacità autoriale risiede appunto nell'impostazione di parametri e algoritmi. É lo stesso background scientifico di Yutaka Makino a spingere in tal senso, e il risultato, seppur trattenuto da tanto rigore, riverbera d'una sensibilità non affatto comune. Insomma 'questa notte le macchine sono inquiete' e neanche il tutto nero riesce a placarle.
Aurelio Cianciotta
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Yutaka Makino - Black
CD - StruktoNon è certo il primo progetto dall'artwork di colore nero, anche se qui oltre al cartonato esterno con la scritta 'Black' a rilievo, risalta impeccabilmente "neutro" e scurissimo anche il fondo del contenitore in plastica trasparente, il foglietto d'istruzioni allegato e lo stesso cd in questione. Gli artisti giapponesi - in genere - sono piuttosto meticolosi per concettualità e applicazione, Yutaka Makino, in tal caso, ne conferma la regola, grazie a un design non a caso ultraminimale e stilizzatissimo. Anche il contenuto - tuttavia - persegue vie 'estreme', sin dalla struttura dei brani, che sono addirittura trenta, con tracce alcune brevissime (11 secondi) altre comprese fra uno e due minuti. Sonorità dalla forte matrice 'granulare', tutte registrate in mono e con un range limitato di frequenze e timbri, che riportano fortemente a un'estetica macchinica, dove la capacità autoriale risiede appunto nell'impostazione di parametri e algoritmi. É lo stesso background scientifico di Yutaka Makino a spingere in tal senso, e il risultato, seppur trattenuto da tanto rigore, riverbera d'una sensibilità non affatto comune. Insomma 'questa notte le macchine sono inquiete' e neanche il tutto nero riesce a placarle.
Aurelio Cianciotta
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