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audio art . experimental . free form
CD - Cronica
Sequenze strumentistiche intricate, suggestive e dense, sono qui agite in forma improvvisativa da Piotr Kurek, producer e musicista elettronico polacco, puntuale nell'organizzare una struttura sonora dai molti livelli, fremente di trasalimenti avanguardistici, schegge jazz e crude iterazioni. Kurek è maggiormente conosciuto per il suo impegno in ambito breakcore, assieme a Marcin Stefanski, nel duo denominato Slepcy, pubblicato anche da Cock Rock Disco. Siamo allo stesso tempo vicini e lontanissimi da quelle progettualità (penso ad esempio ad un brano come "With Charles Bukowski On The Ride"). Rimane infatti l'organizzazione astratta, reattiva ed iper-vivida ma in questo caso ci s'industria a partire da altre citazioni, alquanto colte, grazie a registrazioni acustiche di ben difforme fattura, ispirate da Cornelius Cardew, seminale compositore sperimentale, antesignano - con la sua Scratch Orchestra (1969) - d'intrecci collettivi decisamente non convenzionali. Del compositore inglese si aggiungono interessanti frammenti di conferenze e performance, meticciando poi il tutto in un montaggio enigmatico, filologicamente attento ed infine assai coinvolgente.
Aurelio Cianciotta
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Piotr Kurek - Lectures
CD - CronicaSequenze strumentistiche intricate, suggestive e dense, sono qui agite in forma improvvisativa da Piotr Kurek, producer e musicista elettronico polacco, puntuale nell'organizzare una struttura sonora dai molti livelli, fremente di trasalimenti avanguardistici, schegge jazz e crude iterazioni. Kurek è maggiormente conosciuto per il suo impegno in ambito breakcore, assieme a Marcin Stefanski, nel duo denominato Slepcy, pubblicato anche da Cock Rock Disco. Siamo allo stesso tempo vicini e lontanissimi da quelle progettualità (penso ad esempio ad un brano come "With Charles Bukowski On The Ride"). Rimane infatti l'organizzazione astratta, reattiva ed iper-vivida ma in questo caso ci s'industria a partire da altre citazioni, alquanto colte, grazie a registrazioni acustiche di ben difforme fattura, ispirate da Cornelius Cardew, seminale compositore sperimentale, antesignano - con la sua Scratch Orchestra (1969) - d'intrecci collettivi decisamente non convenzionali. Del compositore inglese si aggiungono interessanti frammenti di conferenze e performance, meticciando poi il tutto in un montaggio enigmatico, filologicamente attento ed infine assai coinvolgente.
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