. suoni
abstract . audio art . experimental
CD - w.m.o/r
Loic Blairon ha da porci un postulato. Loic Blairon ascolta e crede di non avere idee per fare musica ma che attraverso l'ascolto è possibile trasformare se stessi in un ricettacolo per il reale. Loic Blairon in qualche modo dice no alla musica - e non potrebbe essere altrimenti , con un "opera" basata soltanto su sparsi rintocchi ogni minuto. Questo "no" - infine - incarna proprio il rapporto unilaterale che "l'autore" cerca di stabilizzare attraverso e nel suono stesso, assecondando il reale, come negativo e precluso. É un opera estrema, che vede la sponda di Mattin, head honcho della w.m.o/r, un altro facitore d'interrogazioni e "teorie", dispiegate a partire da audio-abusi parecchio radicali e massimalisti. Il silenzio è padrone ma pur ascoltando in cuffia chiusa la lunga suite di 30 minuti, un fruscio immersivo, i suoni del traffico dall'esterno, il cinguettare degli uccelli da un vicino giardino, non sono esclusi da questo non-tempo d'esecuzione. Il reale in qualche modo si prende sempre le sue rivincite e quel nulla-infinito già esplorato da Cage, ritorna sempre a confermarsi un’apertura a tutte le possibilità: vita innanzitutto, più che musica, che non ha per nulla bisogno d'essere composta.
Aurelio Cianciotta
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Loic Blairon - x\0
CD - w.m.o/rLoic Blairon ha da porci un postulato. Loic Blairon ascolta e crede di non avere idee per fare musica ma che attraverso l'ascolto è possibile trasformare se stessi in un ricettacolo per il reale. Loic Blairon in qualche modo dice no alla musica - e non potrebbe essere altrimenti , con un "opera" basata soltanto su sparsi rintocchi ogni minuto. Questo "no" - infine - incarna proprio il rapporto unilaterale che "l'autore" cerca di stabilizzare attraverso e nel suono stesso, assecondando il reale, come negativo e precluso. É un opera estrema, che vede la sponda di Mattin, head honcho della w.m.o/r, un altro facitore d'interrogazioni e "teorie", dispiegate a partire da audio-abusi parecchio radicali e massimalisti. Il silenzio è padrone ma pur ascoltando in cuffia chiusa la lunga suite di 30 minuti, un fruscio immersivo, i suoni del traffico dall'esterno, il cinguettare degli uccelli da un vicino giardino, non sono esclusi da questo non-tempo d'esecuzione. Il reale in qualche modo si prende sempre le sue rivincite e quel nulla-infinito già esplorato da Cage, ritorna sempre a confermarsi un’apertura a tutte le possibilità: vita innanzitutto, più che musica, che non ha per nulla bisogno d'essere composta.
Aurelio Cianciotta
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