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experimental . free form . impro
Mp3 - w.m.o/r
Urticanti relazioni tra filosofia e musica improvvisativa, un binomio certo non inedito per gli addetti ai lavori e gli ascoltatori più smaliziati e pazienti, quelli che "all'esterno" delle discipline sono attratti sempre da congiunzioni poco convenzionali, appassionati più alle domande che alle risposte, coinvolti non tanto dai risultati quanto dalle dinamiche dei processi innestati. Parte in maniera "atipica" l'ensemble protagonista di questo "Idioms And Idiots", raccogliendo energie, operatività e riflessioni assieme, d'un filosofo "professionista" (Ray Brassier) e d'una pattuglia di sperimentatori sonici assai radicali (Jean-Luc Guionnet, Seijiro Murayama e Mattin). Quello che a nostro avviso risulta assai interessante sono le nuove opportunità speculative offerte nell'incontro di saperi non del tutto consapevoli delle altrui procedure, senza voglia alcuna - ancora - di contestualizzazioni simboliche forti o di ristabilire quei significati "culturali" tipici dei linguaggi "egemonici". Una relazione non-rappresentativa con la realtà nel contesto dell'arte non è mai operazione agevole: la forza del progetto - tuttavia - fra clichés e trappole ideologiche, s'imprime vivida nello slalom di una non-musica che incontra una non-filosofia. Equilibrismi che ancora stuzzicano intelletto e sensi.
Aurelio Cianciotta
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Ray Brassier, Jean-Luc Guionnet, Seijiro Murayama, Mattin - Idioms And Idiots
Mp3 - w.m.o/rUrticanti relazioni tra filosofia e musica improvvisativa, un binomio certo non inedito per gli addetti ai lavori e gli ascoltatori più smaliziati e pazienti, quelli che "all'esterno" delle discipline sono attratti sempre da congiunzioni poco convenzionali, appassionati più alle domande che alle risposte, coinvolti non tanto dai risultati quanto dalle dinamiche dei processi innestati. Parte in maniera "atipica" l'ensemble protagonista di questo "Idioms And Idiots", raccogliendo energie, operatività e riflessioni assieme, d'un filosofo "professionista" (Ray Brassier) e d'una pattuglia di sperimentatori sonici assai radicali (Jean-Luc Guionnet, Seijiro Murayama e Mattin). Quello che a nostro avviso risulta assai interessante sono le nuove opportunità speculative offerte nell'incontro di saperi non del tutto consapevoli delle altrui procedure, senza voglia alcuna - ancora - di contestualizzazioni simboliche forti o di ristabilire quei significati "culturali" tipici dei linguaggi "egemonici". Una relazione non-rappresentativa con la realtà nel contesto dell'arte non è mai operazione agevole: la forza del progetto - tuttavia - fra clichés e trappole ideologiche, s'imprime vivida nello slalom di una non-musica che incontra una non-filosofia. Equilibrismi che ancora stuzzicano intelletto e sensi.
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