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acoustic . audio art . drone . field recordings
CD - Entr'acte
Aprono questa interessantissima raccolta della Entr'acte i droni assai tesi e trituranti messi in campo dallo sperimentatore greco Yiorgis Sakellariou, metallici e sostenuti, in guisa di stringhe iterate e armoniche, poi nella seconda traccia di Adam Asnan seguiti da ruvide giustapposizioni e field recording - in "Grumbles, Lapses" - una composizione assai astratta e improvvisativa, urticante e sensibile di passaggi decisi. Pauwel De Buck incede anche lui con field recording, abbastanza trattate ma ancora in parte riconducibili ad elementi decifrabili, catturati in un cortile, ispirazione pure mantenuta eterea e con notevole proprietà stilistica condotta con una certa rarefazione degli intrecci sonori. Ticchettii, sorde emergenze auditive, pattern tonali e "catture" metropolitane, fanno da sfondo alle articolazioni dense operate da Joshua Convey, sound-artist incline a mescole piuttosto cupe e imperscrutabili. Si chiude la selezione con Adrián Democ, giovane musicista slovacco che non disdegna un approccio post-classico (soprano, flauto e quartetto d'archi), modulando imperiose partiture segnate lievissimamente dal rumore del pubblico.
Aurelio Cianciotta
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AAVV - E84
CD - Entr'acteAprono questa interessantissima raccolta della Entr'acte i droni assai tesi e trituranti messi in campo dallo sperimentatore greco Yiorgis Sakellariou, metallici e sostenuti, in guisa di stringhe iterate e armoniche, poi nella seconda traccia di Adam Asnan seguiti da ruvide giustapposizioni e field recording - in "Grumbles, Lapses" - una composizione assai astratta e improvvisativa, urticante e sensibile di passaggi decisi. Pauwel De Buck incede anche lui con field recording, abbastanza trattate ma ancora in parte riconducibili ad elementi decifrabili, catturati in un cortile, ispirazione pure mantenuta eterea e con notevole proprietà stilistica condotta con una certa rarefazione degli intrecci sonori. Ticchettii, sorde emergenze auditive, pattern tonali e "catture" metropolitane, fanno da sfondo alle articolazioni dense operate da Joshua Convey, sound-artist incline a mescole piuttosto cupe e imperscrutabili. Si chiude la selezione con Adrián Democ, giovane musicista slovacco che non disdegna un approccio post-classico (soprano, flauto e quartetto d'archi), modulando imperiose partiture segnate lievissimamente dal rumore del pubblico.
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