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audio art . drone . experimental . soundscapes
CD - Touch
Una prima versione di "An Ark For The Listener" è stata eseguita da Philip Jeck al Kings Place di Londra nel Febbraio del 2010: componimento estetico-sonoro fortemente ispirato al verso 33 del "The Wreck of the Deutchsland", poema a sua volta datato 1923 e composto da Gerard Manley Hopkins in memoria di cinque suore francescane, esuli per effetto delle leggi Falk e decedute per annegamento nel 1875. La suggestione - fitta di congiunzioni oscure ma compassionevoli, dilatata assecondando intrecci poetici infusi da una melodica resa lo-fi - è quella comunque d'un "ricovero" per le nostre capacità e sensibilità auditive, "setting" emotivamente vivido di complessi rimandi culturali. Sonorizzazione che viene organizzata in distopiche sequenze ambientali e soundscape, infine disposti - nella proposta a marchio Touch - rimodulando l'intera opera in studio e aggiungendo solo alcune delle parti relative alla originaria performance live. Sovrapposte fra loro, le multiformi trame dense, elegiache, reattive di riverberi e contaminazioni tonali, agglomerato mutevole e amorevole che in maniera corale ci avvolge e definitivamente ci conquista alla quiete.
Aurelio Cianciotta
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Philip Jeck - An Ark For The Listener
CD - TouchUna prima versione di "An Ark For The Listener" è stata eseguita da Philip Jeck al Kings Place di Londra nel Febbraio del 2010: componimento estetico-sonoro fortemente ispirato al verso 33 del "The Wreck of the Deutchsland", poema a sua volta datato 1923 e composto da Gerard Manley Hopkins in memoria di cinque suore francescane, esuli per effetto delle leggi Falk e decedute per annegamento nel 1875. La suggestione - fitta di congiunzioni oscure ma compassionevoli, dilatata assecondando intrecci poetici infusi da una melodica resa lo-fi - è quella comunque d'un "ricovero" per le nostre capacità e sensibilità auditive, "setting" emotivamente vivido di complessi rimandi culturali. Sonorizzazione che viene organizzata in distopiche sequenze ambientali e soundscape, infine disposti - nella proposta a marchio Touch - rimodulando l'intera opera in studio e aggiungendo solo alcune delle parti relative alla originaria performance live. Sovrapposte fra loro, le multiformi trame dense, elegiache, reattive di riverberi e contaminazioni tonali, agglomerato mutevole e amorevole che in maniera corale ci avvolge e definitivamente ci conquista alla quiete.
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