. suoni
acoustic . audio art . experimental
CD - Zeitkratze
Registrate dal vivo al Philharmonie Luxembourg nell'Ottobre del 2009 e poi editate nell'estate dell'anno successivo in Germania, ai GreenHouseStudios, queste cinque nuove composizioni di Alvin Lucier risuonano assai intense per qualità di strutture ed intrecci strumentali acustici . Partiture - in minor misura - anche improvvisative, calibrate dall'ensemble costruendo sequenze sempre controllatissime, rigorose e sensibili, sfumate nelle interferenze sonore che sono articolate maniacalmente in overtone, microemergenze auditive e sensuali passaggi stilistici. Suoni spesso cupi ma fortemente evocativi, penetranti nelle dilatate armonie, che producono effetti spesso ispidi pur mantenendo sempre intimo il climax dell'esecuzione, alla ricerca d'un contatto mai ridondante e neanche "raggelato" da inessenziali astrazioni. Il quasi ottantenne sperimentatore statunitense ancora una volta dà prova della sua incommensurabile maestria, mostrandoci come il concettualismo abbia da guadagnare nello stemperarsi in azioni performative essenziali, permeate dalla semplicità di pochi elementi primari. Una ricerca acustica che ancora ci appassiona per chiarezza d'ispirazione, talento e disciplina.
Aurelio Cianciotta
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Alvin Lucier - Zeitkratze: Old School
CD - ZeitkratzeRegistrate dal vivo al Philharmonie Luxembourg nell'Ottobre del 2009 e poi editate nell'estate dell'anno successivo in Germania, ai GreenHouseStudios, queste cinque nuove composizioni di Alvin Lucier risuonano assai intense per qualità di strutture ed intrecci strumentali acustici . Partiture - in minor misura - anche improvvisative, calibrate dall'ensemble costruendo sequenze sempre controllatissime, rigorose e sensibili, sfumate nelle interferenze sonore che sono articolate maniacalmente in overtone, microemergenze auditive e sensuali passaggi stilistici. Suoni spesso cupi ma fortemente evocativi, penetranti nelle dilatate armonie, che producono effetti spesso ispidi pur mantenendo sempre intimo il climax dell'esecuzione, alla ricerca d'un contatto mai ridondante e neanche "raggelato" da inessenziali astrazioni. Il quasi ottantenne sperimentatore statunitense ancora una volta dà prova della sua incommensurabile maestria, mostrandoci come il concettualismo abbia da guadagnare nello stemperarsi in azioni performative essenziali, permeate dalla semplicità di pochi elementi primari. Una ricerca acustica che ancora ci appassiona per chiarezza d'ispirazione, talento e disciplina.
Aurelio Cianciotta
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