. suoni
acoustic/digital . ambient . audio art . drone . soundscapes
CD - Karaoke Kalk
Commistioni acustico-digitali, nenie delicatissime e partiture ambientali, texture sovrapposte, a volte sviluppate a partire da una singola nota, fra droni sinuosi e cristalline articolazioni armoniche. Tutta la sapienza elettroacustica e ambientale converge nel caso del nostro Emanuele Errante nelle sette tracce (comprensive di altri due bonus nell'edizione digitale) dipanate in "Time Elapsing Handheld" fra suggestioni sognanti e intrecci narrativi dal sapore più agreste che metropolitano, palpitanti per carica emozionale, field recording ed elettronica rarefatta, in bilico fra contemporaneità e classicismo. La melanconia traspare più netta in "Counterclockwise" e le armonie si fanno leggermente devianti in "Dorian’s Mirror, While On Memoirs", impalpabili nei sussurri appena accennati. Sonorità che poi marcano un'attenzione evanescente e claustrofobica, dispersa fra loop sonori e il riprodursi cacofonicamente d'un piano, d'una chitarra o d'un arpa. Come non sottolineare poi la partecipazione di Simon Scott degli Slowdive in “Made To Give”, episodio altrettanto dilatatissimo e docilmente onirico, vibrante e magico.
Aurelio Cianciotta
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Emanuele Errante - Time Elapsing Handheld
CD - Karaoke KalkCommistioni acustico-digitali, nenie delicatissime e partiture ambientali, texture sovrapposte, a volte sviluppate a partire da una singola nota, fra droni sinuosi e cristalline articolazioni armoniche. Tutta la sapienza elettroacustica e ambientale converge nel caso del nostro Emanuele Errante nelle sette tracce (comprensive di altri due bonus nell'edizione digitale) dipanate in "Time Elapsing Handheld" fra suggestioni sognanti e intrecci narrativi dal sapore più agreste che metropolitano, palpitanti per carica emozionale, field recording ed elettronica rarefatta, in bilico fra contemporaneità e classicismo. La melanconia traspare più netta in "Counterclockwise" e le armonie si fanno leggermente devianti in "Dorian’s Mirror, While On Memoirs", impalpabili nei sussurri appena accennati. Sonorità che poi marcano un'attenzione evanescente e claustrofobica, dispersa fra loop sonori e il riprodursi cacofonicamente d'un piano, d'una chitarra o d'un arpa. Come non sottolineare poi la partecipazione di Simon Scott degli Slowdive in “Made To Give”, episodio altrettanto dilatatissimo e docilmente onirico, vibrante e magico.
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