. suoni
ambient . audio art . drone . noise
CD - Aagoo
Inserito nel nostro solito player il cd subito lascia trapelare le medesime inquietudini sonore - oniriche e visionarie - che riportano alla colonna sonora originaria del film citato nell'artwork di copertina, dedicato non a caso ad Henry Spencer, personaggio principale del film "Eraserhead - La mente che cancella", primo lungometraggio di David Lynch, regista di culto underground ma assai amato anche da un pubblico più generalista. L'attenzione è indirizzata soprattutto alle ambientazioni malsane, sviluppate in sonorità ipnotiche, abrasive e scurissime: una sorta di remake-audio surrealista effettuato rimarcando i droni, i riverberi astratti, i sample e gli innesti digitali (questi di Luis Parisot). Philippe Petit si diletta frequentemente con atmosfere da film di fantascienza e horror, basti ricordare la sua collaborazione con i Chapter 24, "The Red Giant Meets The White Dwarf", qui tuttavia sembra concedere il suo meglio, suggellando intrecci sperimentali e ispirati, vetriolitici nelle cesure forse ridondanti ma sempre coinvolgenti, foriere d'un senso d'inquietudine a tratti grottesca, insistita ma efficace e stimolante.
Aurelio Cianciotta
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Philippe Petit - Scores Henry: The Iron Man
CD - AagooInserito nel nostro solito player il cd subito lascia trapelare le medesime inquietudini sonore - oniriche e visionarie - che riportano alla colonna sonora originaria del film citato nell'artwork di copertina, dedicato non a caso ad Henry Spencer, personaggio principale del film "Eraserhead - La mente che cancella", primo lungometraggio di David Lynch, regista di culto underground ma assai amato anche da un pubblico più generalista. L'attenzione è indirizzata soprattutto alle ambientazioni malsane, sviluppate in sonorità ipnotiche, abrasive e scurissime: una sorta di remake-audio surrealista effettuato rimarcando i droni, i riverberi astratti, i sample e gli innesti digitali (questi di Luis Parisot). Philippe Petit si diletta frequentemente con atmosfere da film di fantascienza e horror, basti ricordare la sua collaborazione con i Chapter 24, "The Red Giant Meets The White Dwarf", qui tuttavia sembra concedere il suo meglio, suggellando intrecci sperimentali e ispirati, vetriolitici nelle cesure forse ridondanti ma sempre coinvolgenti, foriere d'un senso d'inquietudine a tratti grottesca, insistita ma efficace e stimolante.
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