. suoni
audio art . drone . experimental . field recording
CD - Touch
A ventiquattro anni Arthur Rimbaud abbandonò il mondo della letteratura e dei salotti vagando dapprima per l'Europa per poi infine approdare a Harar in Abissinia, città che poteva vantare ben 99 minareti. Ispirati da questa suggestione e al fine d'utilizzare la musica composta proprio per uno spettacolo sulla vita del "poeta maledetto", a CM Von Hausswolff è stato commissionato uno specifico progetto, sviluppato naturalmente adottando le linee guida d'un operatività stilistica ben consolidata: seguendo cioè l'ispirazione dettata dalle molte field recording effettuate in loco, poi organizzate in impressivi droni, frequenze risultato dell'accorto lavorio su oscillatori analogici. Anche in questo caso sembra riecheggiare l'altrettanto "maledetta" citazione del poeta Andrea del Sarto, ripresa con successo dall'architetto razionalista Mies van der Rohe: "less is more", con pochi minimi elementi la struttura d'una composizione può essere già definita e organizzata in tutta la sua disadorna ma splendida essenza. Il tutto s'arricchisce allora dei riverberi d'un perenne viaggio, di vita, morte e arte, bagliori d'una realtà "ruvida a spegnersi".
Aurelio Cianciotta
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CM von Hausswolff - 800 000 Seconds in Harar
CD - TouchA ventiquattro anni Arthur Rimbaud abbandonò il mondo della letteratura e dei salotti vagando dapprima per l'Europa per poi infine approdare a Harar in Abissinia, città che poteva vantare ben 99 minareti. Ispirati da questa suggestione e al fine d'utilizzare la musica composta proprio per uno spettacolo sulla vita del "poeta maledetto", a CM Von Hausswolff è stato commissionato uno specifico progetto, sviluppato naturalmente adottando le linee guida d'un operatività stilistica ben consolidata: seguendo cioè l'ispirazione dettata dalle molte field recording effettuate in loco, poi organizzate in impressivi droni, frequenze risultato dell'accorto lavorio su oscillatori analogici. Anche in questo caso sembra riecheggiare l'altrettanto "maledetta" citazione del poeta Andrea del Sarto, ripresa con successo dall'architetto razionalista Mies van der Rohe: "less is more", con pochi minimi elementi la struttura d'una composizione può essere già definita e organizzata in tutta la sua disadorna ma splendida essenza. Il tutto s'arricchisce allora dei riverberi d'un perenne viaggio, di vita, morte e arte, bagliori d'una realtà "ruvida a spegnersi".
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