<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom">
    <title>Neural.it :: musica elettronica</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/" />
    <link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/sound_it/atom.xml" />
   <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it/3</id>
    <link rel="service.post" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3" title="Neural.it :: musica elettronica" />
    <updated>2013-04-26T08:04:02Z</updated>
    
    <generator uri="http://www.sixapart.com/movabletype/">Movable Type 3.2</generator>
 
<entry>
    <title>Ulrich Troyer meets Georg Blaschke - Somatic Soundtracks</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/04/ulrich_troyer_meets_georg_blaschke_somatic_soundtracks.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10540" title="Ulrich Troyer meets Georg Blaschke - Somatic Soundtracks" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10540</id>
    
    <published>2013-04-26T09:03:10Z</published>
    <updated>2013-04-26T08:04:02Z</updated>
    
    <summary>CD - 4Bit Sintetizztori analogici, campionamenti vari, effetti e chitarre, ricorrono fra i solchi di queste Somatic Soundtracks di Ulrich Troyer, nel dar vita alle composizioni - create fra il 2010 e il 2012 - per le coreografie di Georg...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="audio art" />
            <category term="experimental" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Ulrich Troyer meets Georg Blaschke - Somatic Soundtracks, 4Bit Productions, Neural, electronic, experimental, minimal, audio art, Aurelio Cianciotta, Ulrich-Troyer-meets-Georg-Blaschke_Somatic-Soundtracks.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Ulrich-Troyer-meets-Georg-Blaschke_Somatic-Soundtracks.jpg" width="110" height="110" align="left" /><b>CD - 4Bit </b><br>
Sintetizztori analogici, campionamenti vari, effetti e chitarre, ricorrono fra i solchi di queste Somatic Soundtracks di Ulrich Troyer, nel dar vita alle composizioni - create fra il 2010 e il 2012 - per le coreografie di Georg Blaschke, danzatore con diplomi di matematica, filosofia e  pedagogia]]>
        <![CDATA[, in passato membro della compagnia di danza contemporanea Pilottanzt, un ensemble a sua volta assai interessato alle collaborazioni interdisciplinari, alla commistione e all'integrazione dei differenti linguaggi formali. Sono partiture assai minimali, sensibilissime e pulsanti, articolate per un simbiotico accordo di atmosfere, movimenti e spazi, decostruite in sperimentali mescole, intrise nell'intreccio di rumori e droni, abilmente processate e ipnotiche nelle sequenze, fascinoso risultato, frutto anche delle tecniche audio multicanale utilizzate. Qualità del suono e gusto acusmatico si fondono - soprattutto verso la fine del cd - ad un approccio meno astratto e formale, che testimonia delle passioni di Troyer per il dub, il reggae e la techno: non certo un venir meno per rigore e coerenza, va sempre tenuto in mente - infatti - il contesto d'utilizzo per il quale queste composizioni sono state apparecchiate. La fruizione delle registrazioni - allora - dovrebbe essere mantenuta scevra da eccessivi concettualismi, concentrandosi sui mondi interiori evocati, sui passaggi di "scene", sull'iterazione dei differenti elementi auditivi che formano improvvisamente eccitanti nuove unità musicali, pur se infine è mancante nell'uscita la documentazione sulle performance poi scaturite da questo incontro di talenti artistici: assenza che è ampiamente pareggiata dalla densità narrativa delle sonorità e dall'immaginazione dell'ascoltatore.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>
]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Radiomentale / Eric Pajot - I-Land</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/04/radiomentale_eric_pajot_iland.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10528" title="Radiomentale / Eric Pajot - I-Land" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10528</id>
    
    <published>2013-04-23T09:49:33Z</published>
    <updated>2013-04-23T08:51:12Z</updated>
    
    <summary>CD - f4 Music Non si decifrerebbe dal solo ascolto la genealogia del duo, le cui origini affondano nella scena rave e techno degli anni novanta, nel djing, nella fascinazione per le sonorità sintetiche e le ambientazioni cinematiche di foggia...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="ambient" />
            <category term="drone" />
            <category term="field recordings" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Radiomentale, Eric Pajot, - I-Land, f4 Music, field recordings, drone, texture, field recordings, Aurelio Cianciotta, Radiomentale_Eric-Pajot_ILand.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Radiomentale_Eric-Pajot_ILand.jpg" width="110" height="110" 
align="left" /><b>CD - f4 Music</b><br>
Non si decifrerebbe dal solo ascolto la genealogia del duo, le cui origini affondano nella scena rave e techno degli anni novanta, nel djing, nella fascinazione per le sonorità sintetiche e le ambientazioni cinematiche di foggia sci-fi. Jean-Yves Leloup ed Eric Pajot, aka Radiomentale]]>
        <![CDATA[, di quegli anni conservano il gusto evocativo ipnoticamente estetizzante - intriso da vocal declamatori - ma abbracciano adesso un approccio totalmente nuovo, denso di field recording e droni, suoni acustici e trame digitali. La gamma delle catture auditive comprende registrazioni in ambienti naturali e urbani, sfoggiando texture assai eteree, raccogliendo l'ispirazione nella prima delle tre estese incisioni di questo progetto da "Carré Blanc", pellicola distopica del regista canadese Jean-Baptiste Leonetti, un autore anch'esso avvezzo ai contesti futuristici, impregnati da atmosfere oscure e pervasive. Manipolazioni elettroniche e paesaggi sonori che possono vantare intrecci sensibilissimi e sequenze rarefatte anche in "Sinking", partitura maggiormente dilatata ma forte di parti testuali, sperse fra i solchi e le iterazioni calibratamente modulate e insistenti. Si chiude con "Gotlander", proposta solista di Eric Pajot, le cui registrazioni si devono a un suo viaggio sull'omonima isola svedese in occasione delle riprese del film "Are You There" di Grégory Abou: composizione anche questa molto ambientale e citazionista, sulla scia d'immaginari tarkovskijiani e bergmaniani, desertici e raggelanti, attrattivi nell'evocazione di lande misteriche, infine funzionali ad una narrazione astratta, giocata su molteplici rimandi e suggestioni.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Plinth - Collected Machine Music</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/04/plinth_collected_machine_music.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10526" title="Plinth - Collected Machine Music" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10526</id>
    
    <published>2013-04-18T09:39:51Z</published>
    <updated>2013-04-18T08:38:28Z</updated>
    
    <summary>CD - Time Released Sound Si è subito trasportati in una dimensione irreale, fuori dal tempo e iper-melodiosa: perché è quello per il quale sono stati creati questi carillon - o meglio boîte à musique, in lingua inglese music box...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="audio art" />
            <category term="experimental" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Plinth, Collected Machine Music, Time Released Sound, ambient, classical, experimental, folk, minimalist, machine music, mechanical music, michael tanner, music box, toy music, victorian, United Kingdom, Aurelio Cianciotta, Plinth_Collected-Machine-Music.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Plinth_Collected-Machine-Music.jpg" width="110" height="110" 
align="left" /><b>CD - Time Released Sound</b><br>
Si è subito trasportati in una dimensione irreale, fuori dal tempo e iper-melodiosa: perché è quello per il quale sono stati creati questi carillon - o meglio boîte à musique, in lingua inglese music box - strumenti musicali automatici i cui accordi scaturiscono facendo vibrare, con delle punte poste su un ]]>
        <![CDATA[cilindro o su un disco rotante, delle lamelle di acciaio disposte a pettine. Non sempre codesti strumenti avevano dimensioni ridotte, infatti alcuni esemplari raggiungevano anche le misure di un grosso mobile d'arredamento e avevano funzioni complesse d'utilizzo nelle torri campanarie di grandi chiese, edifici civici o monasteri. Il cilindro in qualche maniera fa le veci d'un hard disc sul quale è registrata la sequenza da riprodurre e la durata del brano è limitata dalla sua circonferenza: solo da questi apparecchi le registrazioni sono state estrapolate o elaborate, e l'edizione limitata dell'uscita della Time Released Sound è un pezzo unico di design, un'elegante scatola con un cd allegato, comprensiva di carrilon e di una personale stringa per la creazione d'una propria box melody. Michael Tanner, questo il vero nome dell'eccentrico sound-maker inglese, non è nuovo nell'articolare operazioni di questo tipo, dove il suono è un elemento portante ma non esclusivo rispetto alla generale fruizione del "prodotto-opera", per la quale i processi e le idee sono altrettanto importanti della qualità sonora e delle articolazioni prettamente musicali. Non si deve pensare tuttavia - nel caso di Collected Machine Music - ad una operazione che sia prettamente di taglio storicistico-concettuale, perché le composizioni suonano allo stesso tempo contemporanee, assai ibride e godibilissime nella fruizione.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Mathias Delplanque - Chutes</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/04/mathias_delplanque_chutes.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10525" title="Mathias Delplanque - Chutes" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10525</id>
    
    <published>2013-04-12T10:17:44Z</published>
    <updated>2013-04-12T09:18:15Z</updated>
    
    <summary>CD - Baskaru Mathias Delplanque è un musicista talentuoso avvezzo a installazioni sonore e composizioni elettroacustiche, nelle quali in maniera calibrata sono integrati oggetti e catture auditive che danno vita ad interessanti intrecci digitali e sovrapposizioni. Il suo approccio ingloba...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="experimental" />
            <category term="field recordings" />
            <category term="impro" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Mathias Delplanque, Chutes, Baskaru, Karu, elettroacustica, experimental, free form, impro, Aurelio Cianciotta, Mathias-Delplanque_Chutes.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Mathias-Delplanque_Chutes.jpg" width="124" height="110" align="left" /><b>CD - Baskaru</b><br>
Mathias Delplanque è un musicista talentuoso avvezzo a installazioni sonore e composizioni elettroacustiche, nelle quali in maniera calibrata sono integrati oggetti e catture auditive che danno vita ad interessanti intrecci digitali e sovrapposizioni. Il suo approccio ingloba operatività improvvisative ]]>
        <![CDATA[ma non disdegna una composizione anche più logica e strutturata. Nel mezzo di queste differenti attitudini ci sembra si possa situare quest'ultima sua opera, "Chutes", densa d'ambientazioni oscure, passaggi stridenti, scampanellii sordi e suoni gonfi, elaborazioni realizzate a partire da un unico ambiente di lavoro, postazione dalla quale è possibile che tutte le fasi nella costruzione delle tracce (esecuzione, manipolazione, mixaggio) siano tra loro conseguenti, agite infine live in una performance solista e senza l'aggiunta d'ulteriori sovraincisioni. Le evoluzioni dello sperimentatore e sound-artista, originario di Ouagadougou, nel Burkina Faso, ma adesso residente a Nantes, a tratti sono anche suadenti, seppure sempre venate da un'inquietudine pulsante, fitta di ticchettii e d'un "dubbing" molto trasversale ed etereo. Partiture che sulle siderali sequenze costruiscono una narrazione assai sospesa, per sua natura avvolgente, mesta ed ellittica, intrisa del rapporto tra spazio e musica, luoghi e risonanze. Possono essere soddisfatti alla Baskaru del risultato ottenuto, perché la piéce di Delplanque pur spaziando in territori poco certi conserva sempre un'intensa intrinseca coerenza, amalgama di droni ricorrenti e tessiture ambientali mai scontate seppure insistenti, ipnotiche: particelle di suono astratto che sono emotivamente partecipi d'una cospirazione dei sensi gentile e malinconica.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>
]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Ephraim Wegner &amp; Julia Weinmann - Eins Bis Sechzehn</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/04/ephraim_wegner_julia_weinmann_eins_bis_sechzehn.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10523" title="Ephraim Wegner &amp; Julia Weinmann - Eins Bis Sechzehn" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10523</id>
    
    <published>2013-04-09T09:19:41Z</published>
    <updated>2013-04-09T08:20:11Z</updated>
    
    <summary>CD - Crónica Un hotel oramai in rovina con tutto il suo carico di ricordi, suggestioni, ambienti e affascinante decadenza. Spazi diventati inabitabili, molteplici strutture e stanze, solo lontanamente reminiscenti dei gloriosi fasti, fra gli anni &apos;60 e &apos;80, quando...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="audio art" />
            <category term="field recordings" />
            <category term="soundscapes" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Ephraim Wegner & Julia Weinmann, Eins Bis Sechzehn, Crónica, Miguel Carvalhais, field recordings, audio art, Fast Fourier Transform, granular synthesis, site specific, modernist, Clovis Vallois,  Ephraim-Wegner-&-Julia-Weinmann_Eins-Bis-Sechzehn.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Ephraim-Wegner-%26-Julia-Weinmann_Eins-Bis-Sechzehn.jpg" width="110" height="110" align="left" /><b>CD - Crónica</b><br>
Un hotel oramai in rovina con tutto il suo carico di ricordi, suggestioni, ambienti e affascinante decadenza. Spazi diventati inabitabili, molteplici strutture e stanze, solo lontanamente reminiscenti dei gloriosi fasti, fra gli anni '60 e '80, quando i "grandi numeri" delle agenzie di viaggi erano realizzati proprio]]>
        <![CDATA[grazie a proposte massificate e "moderniste", approccio alquanto standardizzato per quella che era l'industria turistica ufficiale del tempo. Ciò che resta non sono solo calcinacci, stratificazioni dovute alle ristrutturazioni assommatesi negli anni, oppure il regredire a un livello quasi organico, primario, con la natura a riappropiarsi dei luoghi, con le sue muffe, le erbacce, gli animali e gli insetti. Quegli spazi ancora "respirano" e stridono sommessamente, vivono un'esistenza come indipendente. In  Eins Bis Sechzehn,  Ephraim Wegner e Julia Weinmann ci rimandano solo ad alcune delle possibili interpretazioni, testimoniando fotograficamente quello che sono diventati quegli spazi, registrando in presa diretta gli ambienti, ricordando solo in parte l'intreccio d'identità e relazioni delle persone che hanno vissuto per pochi giorni o settimane in quei luoghi. L'artista è allora non più che un semplice inviato sul posto e i suoi scatti, le sue catture, non possono che registrare quello che si vede e si ascolta nel preciso determinato momento di ogni singola azione, seppure poi alcune di quelle registrazioni siano state processate con tecniche FTT (Fast Fourier Transform) e di sintesi granulare. Una menzione particolare - infine - deve andare anche a Miguel Carvalhais per il mastering calibratissimo e a Clovis Vallois per il packaging, minimale e raffinato: un box di 6", comprendente a sua volta più pieghevoli di differenti dimensioni con immagini fotografiche davvero di gran qualità. 
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>AAVV - Between</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/04/aavv_between.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10521" title="AAVV - Between" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10521</id>
    
    <published>2013-04-05T09:47:37Z</published>
    <updated>2013-04-05T09:17:17Z</updated>
    
    <summary>CD - 12K Registrato live al Kinse Ryokan di Kyoto, l&apos;otto ottobre del 2012, Between può contare su un ensemble davvero non comune per talento e ispirazione. Non capita poi frequentemente di assistere a collaborazioni così corpose, che assommano artisti...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="audio art" />
            <category term="experimental" />
            <category term="field recordings" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="AAVV, Between, 12K, Simon Scott, Corey Fuller, Marcus Fischer, Tomoyoshi Date, Taylor Deupree, Recorded live at Kinse Ryokan, Kyoto, on October 8th, 2012, experimenta, drone, impro, audio art, sound designer, Aurelio Cianciotta, AAVV_Between.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/AAVV_Between.jpg" width="110" height="110" align="left" /><b>CD - 12K</b><br>
Registrato live al Kinse Ryokan di Kyoto, l'otto ottobre del 2012, Between può contare su un ensemble davvero non comune per talento e ispirazione. Non capita poi frequentemente di assistere a collaborazioni così corpose, che assommano artisti del calibro di  Taylor Deupree, Simon Scott]]>
        <![CDATA[, Corey Fuller, Marcus Fischer e Tomoyoshi Date. Non deve trarre in inganno - tuttavia - il numero di sound-designer impegnati nell'azione: non si affastellano le voci, le atmosfere non inducono a una sommatoria dei differenti interventi, così come gli approcci stilistici - infine - non sono certo ben decifrabili nella summa degli apporti. I trattamenti sono dipanati infatti in maniera sensibilissima, eterea e sussurrante, ben delineati nella concertazione armonica, quietisti e docilmente melanconici. Piccoli dettagli condivisi insomma, una transitoria sommatoria di respiri ed ariose essenziali musicalità, "messe in sintonia" con l'ausilio di più tecniche, fra microfoni a contatto, catture auditive eccentriche e bagliori armonici. L'improvvisazione è agita più nella sottrazione, nella suggestione assai confortevole del luogo dove la performance si è svolta - una locanda tradizionale giapponese antica, ristrutturata nel primo periodo Showa con tocchi di art decò - oltre che nella rarefatta combinazione d'elementi auditivi, risonanti fra il legno dei pavimenti e le vetrate. Ambientazioni placide e avvolgenti, dove trovare rifugio, come nella tradizione degli stessi ryokan, dove i viaggiatori sostavano trovando riparo e riposo durante i lunghi viaggi. Possono essere soddisfatti alla 12K del risultato, un altra piccola ma preziosa gemma si aggiunge al catalogo della meritoria label.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Tree People, Pokemachine - Split</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/03/tree_people_pokemachine_split.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10332" title="Tree People, Pokemachine - Split" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10332</id>
    
    <published>2013-03-27T11:22:36Z</published>
    <updated>2013-03-27T10:23:11Z</updated>
    
    <summary>7&quot; + 3D book - Le Petit Mignon Certo non passa inosservata questa uscita pubblicata da Le Petit Mignon, etichetta discografica ospitata nello shop della crew Staalplaat a Berlino, marchio dietro il quale si cela anche una casa editrice e...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="noise" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Tree People, Pokemachine, Split, Staalplaat, Le Petit Mignon, improvisation, noise, experimental, electronic, DIY, underground art, Aurelio Cianciotta, Tree-People,-Pokemachine---Split.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Tree-People%2C-Pokemachine---Split.jpg" width="110" height="111" align="left" /><b>7" + 3D book -  Le Petit Mignon</b><br>
Certo non passa inosservata questa uscita pubblicata da Le Petit Mignon, etichetta discografica ospitata nello shop della crew Staalplaat a Berlino, marchio dietro il quale si cela anche una casa editrice e una galleria itinerante focalizzata sulla cultura DIY, l'arte underground ed il graphic design]]>
        <![CDATA[. Potrebbe essere per merito del tendenzioso artwork di Fredox, accompagnato da un flexi disc diafano-smeraldo e dagli occhialini 3D, oppure per il suono grezzo, brutale e pervasivo, rispettivamente di Tree People e Pokemachine - si tratta di uno split fra questi due gruppi noise  - ma l'effetto d'insieme è piuttosto interessante e non convenzionale infine, soprattutto se a completare il tutto arriva anche un libretto 3D di 12 pagine che include vetriolitiche stampe di Le Dernier Cri. Nei due ensemble, il primo composto da John Hegre, Morten J. Olsen e Ignaz Schick, l'altro da Anders Hana e Mat Pogo, s'imprimono all'ascolto le implicite differenze d'approccio al suono, più o meno strutturato, stridente, iterato, improvvisativo e percussivo, ma non cambia l'impatto che è aspro, monolitico, con vocal penetranti e underground, fiancheggiando certa scuola avant-rock con sparuti innesti d'elettronica trasversale e teatralità punkish. Il contrasto e le similitudini delle due composizioni, "The Early Years" e "Eg Ottast Ingen" alla fine conta poco, quello che sembra importante è un rinnovato interesse delle nuove generazioni per l'audio-abuso sperimentale in guisa d'una extravaganza live che si tinge nelle performance da meta rock e ritmiche compulsioni. Le prime esibizioni organizzate da  Le Petit Mignon hanno avuto luogo a Tokyo e ad Osaka agli inizi del 2012, presto saranno in Tour anche in Europa.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Quartz - Five Years On Cold Asphalt</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/03/quartz_five_years_on_cold_asphalt.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10330" title="Quartz - Five Years On Cold Asphalt" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10330</id>
    
    <published>2013-03-21T11:27:39Z</published>
    <updated>2013-03-21T10:28:16Z</updated>
    
    <summary>CD - Crónica Album di debutto su Crónica Electronica, label portoghese ben nota ai frequentatori delle scene experimental, Five Years On Cold Asphalt segna la scesa in campo solista di Alexandr Vatagin, aka Quarz, già segnalatosi per le sue collaborazioni...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="drone" />
            <category term="experimental" />
            <category term="field recordings" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Quartz, Five Years On Cold Asphalt, Crónica, field recordings, drone, Alexandr Vatagin, Electronic, Experimental, Alexander Schubert , Nicolas Bernier, Martin Siewert, Stefan Nemeth, David Schweighart, Bernhard Breuer, Tupolev, Port Royal, Aurelio Cianciotta, Quartz---Five-Years-On-Cold-Asphalt.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Quartz---Five-Years-On-Cold-Asphalt.jpg" width="124" height="110" align="left" /><b>CD - Crónica</b><br>
Album di debutto su Crónica Electronica, label portoghese ben nota ai frequentatori delle scene experimental, Five Years On Cold Asphalt segna la scesa in campo solista di Alexandr Vatagin, aka Quarz, già segnalatosi per le sue collaborazioni con la Valeot e la Liska Records, oltre ]]>
        al suo impegno negli ensemble Tupolev e Port Royal. Sono scansioni assai raffinate e risonanti quelle agite dall&apos;artista viennese, che combina field recording e droni, elettronica ed elettroacustica, microtoni ed emergenze auditive pulsanti, in passaggi sempre suadenti e misterici, assai coinvolgenti e animati di passione. Le mescole di Vatagin sembrano coniugare molti differenti approcci stilistici, rendendo possibile alla ricerca più eterea la coabitazione con l&apos;improvvisazione e le influenze abstract jazz, annettendo anche gli apporti digitali di Alexander Schubert e Nicolas Bernier, le chitarre, i synth e più sample di Martin Siewert, Stefan Nemeth e David Schweighart, oltre alle percussioni di Bernhard Breuer. È una cosmogonia personalissima quella messa in gioco tra i solchi, densa di texture vibranti di vita autonoma, sostenute da un complesso intreccio musicale. Tutto ciò che esiste è quello che arriva alle nostre orecchie, poi - quasi per incanto - quello che è apparentemente senza forma pian piano trova infine la sua strada, facendo breccia all&apos;ascolto per sensibilità e successione lineare dei caratteri armonici, nell&apos;alternanza e nella trasformazione reciproca dei contrari, che incontrandosi danno corpo a un insieme più globale e sistemico, che sfocia in ultimo in sintonie strutturalmente cangianti, elegantemente modulate e reattive.
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Nad Spiro - Atomic Spy</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/03/nad_spiro_atomic_spy.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10327" title="Nad Spiro - Atomic Spy" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10327</id>
    
    <published>2013-03-18T06:30:06Z</published>
    <updated>2013-03-18T05:31:14Z</updated>
    
    <summary>CD - Geometrik Sonorità piuttosto cupe e attorcigliate, cerebrali, dense di ripiegamenti elettronici vecchia maniera, con emergenze auditive alquanto industriali e rumoriste, frammiste a droni, inserimenti percussivi di taglio elettroacustico e rappresi intermezzi vocali. Il tutto alimentando suggestioni decisamente maudit...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="drone" />
            <category term="electronica" />
            <category term="experimental" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Nad Spiro, Atomic Spy, Geometrik, electronic, experimental, drone, Aurelio Cianciotta, Nad-Spiro---Atomic-Spy.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Nad-Spiro---Atomic-Spy.jpg" width="110" height="110" align="left" /><b>CD - Geometrik</b><br>
Sonorità piuttosto cupe e attorcigliate, cerebrali, dense di ripiegamenti elettronici vecchia maniera, con emergenze auditive alquanto industriali e rumoriste, frammiste a droni, inserimenti percussivi di taglio elettroacustico e rappresi intermezzi vocali. Il tutto alimentando suggestioni decisamente maudit]]>
        <![CDATA[, atmosfere piuttosto allucinate e claustrofobiche, che tuttavia s'imprimono fascinose soprattutto perché dipanate in maniera assai attenta all'evolversi del flusso musicale in gioco. Come di consueto Rosa Arruti - questo il nome reale che si nasconde sotto l'alias di Nad Spiro - è abile nel manipolare differenti texture, evocando con tecniche experimental un mondo di suggestioni decisamente più dark e underground, dove tuttavia gli elementi strutturanti pur rimanendo più accessibili rispetto ad eccessivi concettualismi, comunque sono partecipi d'una operatività di nicchia, assommando all'ambientazione onirica procedimenti non convenzionali di cut-upping e montaggio, infarcendo di spettrali loop armonici e campionamenti chitarristici. La narrazione incede notturna, iper-metropolitana, con un gusto ballardiano per l'amorfo, per il sintetico e l'inorganico, che pulsa sostanzialmente d'uno svolgimento autoreferenziale, ambiguamente agitato nell'infondere semplici giustapposizioni e malie trasversali. L'uscita vede la luce su Geometrik Records, l'etichetta storica di Nad Spiro, quella sulla quale ha pubblicato Vs. Enemigos De Helix, Fightclubbing e poi Tinta Invisibile, un percorso musicale che iniziato discograficamente nel 2000 ancora riluccica d'una passione molto forte ed estrema, malsana ma certamente accattivante.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Murmer - What Are The Roots That Clutch</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/03/murmer_what_are_the_roots_that_clutch.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10325" title="Murmer - What Are The Roots That Clutch" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10325</id>
    
    <published>2013-03-12T10:27:20Z</published>
    <updated>2013-04-14T18:33:22Z</updated>
    
    <summary>CD - Helen Scarsdale Sotto il moniker di Murmer si nasconde Patrick McGinley, field recordist del quale ricordiamo &quot;We Share a Shadow&quot;, album del 2007, oltre agli interessanti live assieme a Jim Haynes, un altro sound artist accasato alla Helen...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="drone" />
            <category term="experimental" />
            <category term="field recordings" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Murmer, What Are The Roots That Clutch, Helen Scarsdale, field recordings, experimental, site-specific, acusmatica, ambient, drone, Aurelio Cianciotta, Murmer---What-Are-The-Roots-That-Clutch.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Murmer---What-Are-The-Roots-That-Clutch.jpg" width="110" height="110" align="left" /><b>CD - Helen Scarsdale</b><br>
Sotto il moniker di Murmer si nasconde Patrick McGinley, field recordist del quale ricordiamo "We Share a Shadow", album del 2007, oltre agli interessanti live assieme a Jim Haynes, un altro sound artist accasato alla Helen Scarsdale, label specializzata nei generi ambient e drone. McGinley ]]>
        <![CDATA[è ben noto - allo steso tempo - per i suoi programmi radiofonici, focalizzati sulle esplorazioni site-specific e sul suono come matrice distintiva degli spazi presi in considerazione, in ordine di ricreare una non fugace relazione fra i luoghi investigati e gli ascoltatori. Pare siano state proprio le sorde emissioni e le vibrazioni di un condotto d'aereazione ad esercitare in origine un forte fascino sullo sperimentatore, a suo agio con frequenze assai iterate e sommesse, percorse da sibili e micro-emergenze, glitch e disturbi. Non mancano fra i solchi quelli che si potrebbero definire passaggi dalla qualità più acusmatica, così come i suoni naturali oppure i grezzi elementi percussivi, pattern dalle qualità semi-melodiche e con innesti di liquide digressioni. Il progetto - nelle molte e varie forme espresse nelle registrazioni - sprigiona una considerevole serie di differenti malie auditive che in qualche maniera sono ancora specifiche di un approccio alla "composizione" che non sia meramente documentario od oggettivo. Le catture diventano allora l'occasione per imbastire un microcosmo sensibile nel quale giustapporre e "dimensionare" ogni singolo sussulto, ogni variazione di volume e di gestione delle intensità sonore: un viaggio onirico nell'universo affinato dall'artista, forse a volte eccessivamente astratto ma non privo certo d'eleganza e trasmissibilità.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Lingouf - Terre De Pierres</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/03/lingouf_terre_de_pierres.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10324" title="Lingouf - Terre De Pierres" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10324</id>
    
    <published>2013-03-08T10:31:35Z</published>
    <updated>2013-03-08T09:32:30Z</updated>
    
    <summary>CD- Ant-Zen Il risuonare in principio assai minimale di un orologio, il suo ticchettio frammisto ad assai tenui rumori ambientali - fondamentalmente cinguettii - s&apos;infarcisce man mano di più registrazioni sovrapposte e di elementi che progressivamente rivelano una matrice anche...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="experimental" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Lingouf, Terre De Pierres, Ant-Zen, experimental, elettronica, acoustic, digital, field recordings, Aurelio Cianciotta, Lingouf---Terre-De-Pierres.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Lingouf---Terre-De-Pierres.jpg" width="110" height="110" align="left" /><b>CD- Ant-Zen</b><br>
Il risuonare in principio assai minimale di un orologio, il suo ticchettio frammisto ad assai tenui rumori ambientali - fondamentalmente cinguettii - s'infarcisce man mano di più registrazioni sovrapposte e di elementi che progressivamente rivelano una matrice anche melodica e ritmica, giocata ancora ]]>
        <![CDATA[sulla fascinazione del tempo, sulle sue scansioni e orchestrazioni sibilline. È un potpourri d'elettronica analogica, strumenti acustici e field recording a farla da padrone in questo album di Vincent  Lingouf per Ant-Zen, artista a tutto tondo e non convenzionale, che passa dal fumetto alla musica, avvezzo ai cambi stilistici repentini, trasmigrando senza remore dalle composizioni classiche al breakcore, generi dei quali però rimangono larvate influenze, in una più astratta e comunque musicale partitura, non lontana da certe sperimentazioni elettroacustiche. Il transalpino - originario della Bassa Normadia - sposa una un'apparente naïveté strutturale, annettendo solo funzionalmente alla sua vena poetica le registrazioni di una fisarmonica, dell'acqua, dei bicchieri di cristallo riempiti, aggiungendo poi enfatici e melodiosissimi loop ottenuti da un organo Bontempi, insieme a rumori metallici e alla propria stessa voce. In Terre De Pierres si riescono ad integrare bene atmosfere orecchiabili, ritmi sghembi, sonorità strumentali e maggiormente sintetiche consonanze. Quello che è evidente è il piacere del fare musica in una maniera molto libera, senza seguire particolari tendenze e astrazioni, seppure anche questa è una scelta precisa, un ancor più trasversale concettualismo ed affermazione stilistica: nulla in questi ambiti si produce mai solo per spontaneità e semplice impulso.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Lawrence English - For / Not For John Cage</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/03/lawrence_english_for_not_for_john_cage.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10321" title="Lawrence English - For / Not For John Cage" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10321</id>
    
    <published>2013-03-06T09:34:45Z</published>
    <updated>2013-03-06T08:34:33Z</updated>
    
    <summary>CD - Line L&apos;ambivalenza del titolo &quot;For / Not For John Cage&quot; e la stessa citazione del seminale maestro - del quale è appena trascorso il centenario della nascita - farebbero propendere d&apos;istinto a favore d&apos;una trattazione maggiormente sfaccettata, multiforme...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="experimental" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Lawrence English, For / Not For John Cage, Line, Experimedia, ambient, experimental, musica aleatoria, Aurelio Cianciotta, Lawrence-English---For-Not-For-John-Cage.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Lawrence-English---For-Not-For-John-Cage.jpg" width="110" height="110" align="left" /><b>CD - Line</b><br>
L'ambivalenza del titolo "For / Not For John Cage" e la stessa citazione del seminale maestro - del quale è appena trascorso il centenario della nascita - farebbero propendere d'istinto a favore d'una trattazione maggiormente sfaccettata, multiforme e caotica. Sono frequenze invece amabilmente iterate ]]>
        <![CDATA[ed ambient quelle che Lawrence English dipana in alcuni passaggi più elegantemente ariosi ed evocativi, in altri in maniera alquanto più sommessa e rarefatta. L'occasione è data dal "restauro" e dalla reinterpretazione di uno degli ultimi lavori di Cage, One11 With 103 , risalente al 1991-1992, una piece altrettanto delicata, organizzata per un film senza soggetto e in bianco e nero, che suscita - secondo modalità poi non troppo dissimili rispetto alla rivisitazione - l'idea di tempi dilatatissimi ed eterei. La percezione delle assenze, dei vuoti in contrapposizione alle "presenze" e alla qualità casuale degli accadimenti è però solo il canovaccio dal quale il lavoro di Lawrence English prende le mosse, assieme al video artista Scott Morrison che subentra al direttore della fotografia originario Van Theodore Carlson. Durante questo processo di "disegno dal vero" l'intima partecipazione alla visione del mondo cageana ha prodotto comunque ulteriori materiali: è quella che viene  denominata la sezione "Not For John Cage", comunque intrisa da un pensiero assai mobile e filosofico, permeato dall'aleatorio e da emozionali impalpabili partiture. Un'ultima sofisticata citazione si ritrova nell'artwork, dove in dissolvenza è un fungo a far capolino: non era forse al telequiz di Mike Bongiorno "Lascia o Raddoppia" che Cage si presentò in qualità d'esperto micologo?
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Kid Koala - 12 Bit Blues</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/03/kid_koala_12_bit_blues.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10320" title="Kid Koala - 12 Bit Blues" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10320</id>
    
    <published>2013-03-01T11:09:38Z</published>
    <updated>2013-03-01T10:09:06Z</updated>
    
    <summary>CD - Ninja Tune Se l&apos;artefice delle eclettiche cesure si chiama Kid Koala può succedere che un album d&apos;obliquo blues dalle contaminazioni abstract hip-hop assuma connotazioni maggiormente sperimentali e seducenti per un certo pubblico di nicchia, abituato a dissonanze, manipolazioni...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="experimental" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Kid Koala, 12 Bit Blues, Ninja Tune, abstract hip-hop, experimental, Neural, Aurelio Cianciotta, Kid-Koala---12-Bit-Blues.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Kid-Koala---12-Bit-Blues.jpg" width="112" height="112" align="left" /><b>CD - Ninja Tune</b><br>
Se l'artefice delle eclettiche cesure si chiama Kid Koala può succedere che un album d'obliquo blues dalle contaminazioni abstract hip-hop assuma connotazioni maggiormente sperimentali e seducenti per un certo pubblico di nicchia, abituato a dissonanze, manipolazioni ed esercizi di stile ]]>
        <![CDATA[altrettanto estremi. Il dj e turntablist d'origine canadese è ben noto per il suo approccio piuttosto radicale e speculativo, essendo stato fra i primi a sperimentare nuove tecniche di scratching che gli permettessero di suonare il giradischi come uno strumento melodico. Non è certamente fuori dalle sue corde - allora - che adesso si applichi all'evoluzione del blues nelle specifiche emanazioni gergali delle sue principali correnti, antesignane del jazz e della cultura di strada rap e graffitista. È il "beat", la battuta - dodici quelle canoniche nel blues - che si coniuga con il "bit", l'unità di misura d'informazione, riferimento immancabile di qualsiasi produzione contemporanea che nei suoi percorsi abbia a che fare con un computer. L'operazione infine è condotta in maniera puntuale e anche giocosa: dal digipack è possibile ricavare una piccola macchina sonora in cartone, che è possibile montare e utilizzare per far risuonare il flexy disc incluso nella confezione. Non da meno - a rafforzare il fascino "vintage" dell'uscita - c'è l'utilizzo esclusivo di una vecchia E-mu SP-1200, una classica drum machine buona anche per campionare, un reperto dei tardi anni ottanta, con il quale Kid Koala riesce a far tutto, senza aver bisogno d'alcun software. Le schiere dei b-boyz gongoleranno certo per cotanta old skool e i versanti dei fan "experimental" ammiccheranno compiaciuti.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>Dakim - 34 Fragments</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/02/dakim_34_fragments.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10318" title="Dakim - 34 Fragments" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10318</id>
    
    <published>2013-02-27T10:48:47Z</published>
    <updated>2013-02-27T09:48:08Z</updated>
    
    <summary>CD - Senufo Editions Direttamente dalla California - ad essere precisi dalla San Francisco Bay Area - arriva Dakim Saadiq, anche conosciuto sotto il moniker Dak come produttore abstract hip hop e sperimentatore dal gusto trasversalmente lo-fi. In 34 Fragments...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="abstract" />
            <category term="experimental" />
            <category term="field recordings" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Dakim, 34 Fragments, Dak, Senufo Editions, abstract hip hop, Bay Area Rapid Transit (BART), field recording, experimental, Aurelio Cianciotta, Dakim---34-Fragments.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Dakim---34-Fragments.jpg" width="110" height="110" 
align="left" /><b>CD - Senufo Editions</b><br>
Direttamente dalla California - ad essere precisi dalla San Francisco Bay Area - arriva Dakim Saadiq, anche conosciuto sotto il moniker Dak come produttore abstract hip hop e sperimentatore dal gusto trasversalmente lo-fi. In 34 Fragments alterando la qualità sonora delle fonti Saadiq ]]>
        <![CDATA[sottopone le sue catture audio - raccolte lungo le molte diramazioni della Bay Area Rapid Transit (BART), la rete di trasporto rapido che in quella zona è estesa per oltre 160 chilometri - a  trattamenti da audiocassette, sommando questi ad ulteriori registrazioni della propria personale collezione, tagliando, sovraincidendo e operando manipolazioni direttamente sullo stesso master tape del progetto, deliberatamente alterando i materiali per pitch, utilizzando comunque tecniche composite. Alcune parti risultano più scarne, andando a comporre come un sottofondo ambientale, amplificazione dei soli fruscii dovuti a una perdita di "coerenza" dei suoni, ancora rimontati con altri loop auditivi e scarti da studio editing. Successivi sviluppi risultano più percussivi, difficilmente decifrabili se risultato di catture "neutre" o "aggiustate ad arte". Il tutto è permeato poi da infiniti passaggi fra analogico e digitale, in una sorta di audio-abuso da post editing. Il risultato è comunque affascinante, enigmatico, lontano mille miglia dalle "origini" musicali dell'artista, operazione mai facile quando si proviene da ambiti differenti e già molto caratterizzati. Dakim si lascia trasportare dalla sua conoscenza dei processi di registrazione, senza troppe influenze estetiche-emotive a "ingolfare" la coerenza del progetto, raggelando l'operatività ma coinvolgendo sensibilmente all'ascolto il suo nuovo pubblico.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
    </content>
</entry>
<entry>
    <title>John Cage - Song Books</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.neural.it/sound_it/2013/02/john_cage_song_books.phtml" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.neural.it/mt/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=3/entry_id=10315" title="John Cage - Song Books" />
    <id>tag:www.neural.it,2013:/sound_it//3.10315</id>
    
    <published>2013-02-21T11:01:23Z</published>
    <updated>2013-02-21T10:12:12Z</updated>
    
    <summary>2CD + booklet - Sub Rosa La riedizione di uno degli storici lavori di John Cage fornisce sempre al recensore l&apos;occasione per sottolineare quanto importante sia stata questa figura per l&apos;evoluzione della musica contemporanea, ancor più se come in questo...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="experimental" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="John Cage, Song Books, Sub Rosa, contemporary music, Compositions, Aurelio Cianciotta, John-Cage---Song-Books.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/John-Cage---Song-Books.jpg" width="112" height="112" align="left" /><b>2CD + booklet - Sub Rosa</b><br>
La riedizione di uno degli storici lavori di John Cage fornisce sempre al recensore l'occasione per sottolineare quanto importante sia stata questa figura per l'evoluzione della musica contemporanea, ancor più se come in questo caso il 2012 è stato l'anno in cui ricorreva il centenario della nascita, anniversario che ha visto - un po' ovunque nel mondo - una messe d'appuntamenti e celebrazioni di vario tipo. John]]>
        <![CDATA[Cage è stato un autore davvero speciale, un teorico ed un assoluto pioniere di quanto di più atipico e interessante è avvenuto nel ventesimo secolo in musica, seminale nell'elaborare concetti chiave come quello dell'inderminatezza o dell'utilizzo non convenzionale degli strumenti, sino ad arrivare poi in una composizione come  "four minutes and 33 seconds of silence" a dimostrare conseguentemente quanto con le avanguardie - al contrario della tradizione - sia la vita ad oscurare la differenza tra vita e arte. I Song Books sono una collezione di brevi lavori risalenti al 1970, che comprendono brani di quattro tipi: canzoni, canzoni con strumenti elettronici, note per performance teatrali e note per performance teatrali con strumenti elettronici. Secondo le indicazioni dello stesso Cage "ognuno di questi può essere eseguito da uno o più cantanti" e si prendono in considerazione una alquanto vasta varietà di sistemi di notazione musicale. Pensata originariamente in tre volumi adesso la collezione viene presentata da Sub Rosa in una confezione di 2 CD comprensiva di un booklet di 24 pagine, riccamente completo di foto, spartiti e testi esclusivi: questa è la prima registrazione mai effettuata delle "Solos for Voice" contenute nei Song Books.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>
]]>
    </content>
</entry>

</feed> 

