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    <title>Neural.it :: musica elettronica</title>
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    <title>Thorsten Knaub - Listening Station</title>
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    <published>2012-02-07T10:56:16Z</published>
    <updated>2012-02-07T10:56:33Z</updated>
    
    <summary>CD - Thorsten Knaub Non è la prima volta - naturalmente - e non sarà neanche l&apos;ultima qui a Neural che in una recensione di experimental music, soundscapes o field recordings ci occupiamo di produzioni audio in qualche modo correlate...</summary>
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        <name>Aurelio Cianciotta</name>
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        <![CDATA[<img alt="Thorsten Knaub, Listening Station, site-specific, experimental music, soundscapes, field recordings, shakuhachi, Teufelsberg, Berlin, National Security Agency, Aurelio Cianciotta, Thorsten-Knaub---Listening-Station.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Thorsten-Knaub---Listening-Station.jpg" width="114" height="109" align="left" /><b>CD - Thorsten Knaub</b><br>
Non è la prima volta - naturalmente - e non sarà neanche l'ultima qui a Neural che in una recensione di experimental music, soundscapes o field recordings ci occupiamo di produzioni audio in qualche modo correlate con architetture e spazi abbandonati, siano essi edifici o strutture dismesse]]>
        <![CDATA[, vecchie fabbriche o bunker militari desueti. Cosa succede agli edifici, quando le persone semplicemente vanno via e lasciano gli ambienti inutilizzati? Il forte degrado sul territorio e l'obsolescenza di tecnologie e modelli d'organizzazione sociale produce spesso oggigiorno simili situazioni: non ci sorprende quindi che l'ispirazione per un progetto del genere venga proprio dalla stazione radar di Teufelsberg a Berlino, ex-centro d'ascolto della National Security Agency americana, insieme di costruzioni situate su una collina artificiale nella periferia ovest della metropoli tedesca. Non si può far a meno di sottolineare altrimenti come proprio spazi di questo tipo ci ricordino che già negli anni del dopoguerra le tecnologie entravano a far parte con forza della vita quotidiana di milioni di persone. Thorsten Knaub - a dire il vero - è uno sperimentatore eclettico, artista che non ripone solo nella ricerca sonora le basi del suo operare, seppure in questa sua prima escursione discografica più che sugli aspetti "concettuali" dell'operazione sembra concentrato su quelli "musicali", forse affascinato dalla scoperta piuttosto recente del shakuhachi, ovvero un flauto dritto tradizionale di nipponica fattura, ricavato dal bambù, strumento spesso utilizzato nella meditazione buddista e qui comunque efficace nel delineare trame improvvisative, pattern iterati e sognanti digressioni site-specific.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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    <title>Fabio Selvafiorita / Valerio Tricoli - Death By Water</title>
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    <published>2012-01-31T08:52:10Z</published>
    <updated>2012-02-02T10:46:39Z</updated>
    
    <summary> CD - Die Schachtel Non è certo ininfluente per &quot;Death By Water&quot; l&apos;essere stato registrato nell&apos;isolotto della Giudecca a Venezia, seppure le trame distillate rifulgono assai astratte e sintetiche, viaggio immaginifico tra field recording, effetti e pattern multi-sfaccettati, efficacemente...</summary>
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            <category term="field recordings" />
    
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        <![CDATA[<img alt="Fabio Selvafiorita, Valerio Tricoli, Death By Water, Die Schachtel, audio art, experimental, field recordings, Neural, Aurelio Cianciotta, Fabio Selvafiorita : Valerio Tricoli - Death By Water.jpg" src="http://www.neural.it/sound_it/images5/Fabio%20Selvafiorita%20%3A%20Valerio%20Tricoli%20-%20Death%20By%20Water.jpg" width="172" height="156" align="left" />
<b>CD - Die Schachtel</b><br>
Non è certo ininfluente per "Death By Water" l'essere stato registrato nell'isolotto della Giudecca a Venezia, seppure le trame distillate rifulgono assai astratte e sintetiche, viaggio immaginifico tra field recording, effetti e pattern multi-sfaccettati, efficacemente dipanati da Fabio Selvafiorita e Valerio Tricoli]]>
        <![CDATA[, sperimentatori non nuovi nell'intrecciare suggestioni digitali di varia natura e struttura semantica. Cose, eventi, attribuzioni e nessi - nell'avvicinarci alla comprensione d'un opera - sempre imprimono le loro manifestazioni, pur differendo spesso all'interno degli ambiti di ricerca in quelle che sono le connessioni grammaticali vere e proprie: la natura e la qualità dei suoni - nel nostro caso - qui particolarmente evocative, seriali, rarefatte e allo stesso tempo assai descrittive, frutto di un'attitudine anche narrativa, poetica e sensibile. Sono in gran parte frequenze sorde, enigmatici segnali sonori, echi ed emergenze auditive di liquida qualità, l'oggetto delle catture del duo, registrazioni poi manipolate in studio e alla quale sono aggiunte oscure trame vocali, accavallando fluidità e trasalimenti, evocando lirismi improvvisativi, tecnicismi di post-produzione e raffinatezze acusmatiche. Alternanze, risucchi, folate di suoni e ambivalenti stati d'animo attraversano le evoluzioni di "Death By Water", dove nel titolo è evidente la citazione all'omonima opera eliottiana, un autore altrettanto a suo agio con le "terre desolate" e aliene, ermetico e meditabondo. Un guadagno e una perdita nell'evocazione dei versi di "The Waste Land" che orgogliosamente si rifrangono in sussurri, intense evoluzioni e ricadute: l'acqua purifica dai peccati ma al tempo stesso può essere artefice di una morte lenta e dolorosa.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>
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    <title>Paul Baran - Panoptic</title>
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    <published>2012-01-26T15:36:46Z</published>
    <updated>2012-01-26T15:37:30Z</updated>
    
    <summary>CD - Fang Bomb Svetta rauca una voce, inizia così in &quot;Scotona Song&quot; un obliquo siparietto cantato, dagli accenti walkie-talkie e con organo ronzante, nenia appena caratterizzata da minimali ma espressivi elementi musicali. &quot;Panoptic&quot; di Paul Baran prosegue poi altrettanto...</summary>
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        <name>Aurelio Cianciotta</name>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Paul Baran, Panoptic, Fang Bomb, experimental, avant-jazz, elettroacustica, Werner Dafeldecker, Keith Rowe,  Andrea Belfi, Michel Foucault, Sorvegliare e punire, panopticon, Aurelio Cianciotta, Paul-Baran---Panoptic.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Paul-Baran---Panoptic.jpg" width="122" height="110" align="left" /><b>CD - Fang Bomb</b><br>
Svetta rauca una voce, inizia così in "Scotona Song" un obliquo siparietto cantato, dagli accenti walkie-talkie e con organo ronzante, nenia appena caratterizzata da minimali ma espressivi elementi musicali. "Panoptic" di Paul Baran prosegue poi altrettanto in bilico fra influenze molteplici, in una sorta d'avant-jazz melanconico]]>
        <![CDATA[, di strumentale fattura, concettuale ed elettro-acustica ibrida produzione. Sequenze ispirate, sviluppate in più registrazioni effettuate fra Glasgow e Vienna, organizzando una serie di destrutturate ballad per le quali abbondano feconde le collaborazioni, coinvolgendo musicisti come Werner Dafeldecker, Keith Rowe, Ekkehard Ehlers, Timothy Cooper e Andrea Belfi, oltre a diversi altri che per mancanza di spazio adesso non citeremo. Ispirazioni che fanno leva sull'oppressivo senso di vigilanza perpetua insito nell'idea di panopticon, "architettura del controllo" ma anche luogo di una spietata sperimentazione ed analisi. "Ogni forma d'identità non è mai pura", questo - in altri ma analoghi ragionamenti - suggerisce Michel Foucault in "Sorvegliare e punire. Nascita della prigione", cruciale saggio di metà anni settanta che poi diverrà un riferimento assoluto nelle discussioni sulla società disciplinare. Alla stessa maniera anche in queste undici incisioni le radici non sono mai certe e le sibilline concatenazioni proliferano inquietanti e contagiose. Segnali incrociati e fraseggi ellittici, sincopati, nella forma libera d'una non-scrittura polifonica che abbonda per pattern e molteplici progettualità, liberi di spaziare fra più possibili "stati di realtà" ma non d'eludere l'innaturale costrizione.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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    <title>Mpld - Lacunae</title>
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    <published>2012-01-24T09:41:35Z</published>
    <updated>2012-01-24T09:42:31Z</updated>
    
    <summary>DVD - Winds Measure Vecchie slide Kodachrome, casualmente ritrovate, un set up digitale poi neanche troppo complicato, comprensivo di laptop e controller midi, un proiettore video e due diaproiettori, completati dai rispettivi dimmer luci e microfoni (sia a induzione che...</summary>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Mpld, Lacunae, Winds Measure, Gill Arnò, audio-video, modified, amplified slide projectors, computer, laptop, controller, audio art, dvd, Aurelio Cianciotta, Mpld---Lacunae.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Mpld---Lacunae.jpg" width="147" height="113" 
align="left" /><b>DVD - Winds Measure</b><br>
Vecchie slide Kodachrome, casualmente ritrovate, un set up digitale poi neanche troppo complicato, comprensivo di laptop e controller midi, un proiettore video e due diaproiettori, completati dai rispettivi dimmer luci e microfoni (sia a induzione che a contatto), sono alla base di "Lacunae", progetto ]]>
        <![CDATA[dell'artista audio-visual Gill Arno, meglio conosciuto come Mpld, sperimentatore d'origini italiane adesso residente a Brooklyn. Un software gestisce tramite il controller le iterazioni realizzate per mezzo dei quattro microfoni, due (quelli a induzione) situati sui diaproiettori, gli altri disposti invece in direzione esatta delle ventole, accuratamente posizionate quest'ultime proprio in direzione d'uscita dei fasci di luce. Un mixer generale e un ulteriore controller per la regolazione della velocità di sfarfallio delle immagini completano la postazione. La resa complessiva della performance - sentimentale ma allo stesso tempo distaccata e poetica - induce al vintage, forse per effetto della grana delle immagini o per l'indubbio fascino dei diaproiettori, icone sceniche d'antan, strumenti imprescindibili in qualsiasi teatrino off anni '70, appena ieri innovativi apparati tecnologi e adesso invece luminose "derive dei ricordi" che suggeriscono nostalgiche interazioni e paesaggi emozionali, venati ancor più nella tecnologia lo-fi grazie ai suoni meccanici ottenuti. Il potenziale musicale viene esaltato - insomma - nel connubio di più elementi strutturali, dando vita ad un carosello "instagrammatico" che ci fa dimenticare tutte le contraddizioni e le ansie d'una siffatta organizzata "rievocazione", sottolineando infine maggiormente proprio la molteplicità delle fonti sensibili.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>

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    <title>Miguel Prado - Comedy Apories</title>
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    <published>2012-01-19T09:20:59Z</published>
    <updated>2012-01-24T09:43:35Z</updated>
    
    <summary>CD Anty-Copyright Siamo sinceri, approcciando ogni nuova uscita dell&apos;Anty-Copyright crew si è sempre preparati ad aspettarsi qualcosa d&apos;inconsueto, radicale e oltranzista, pure se parlando di audio art ed experimental music ciò non dovrebbe costituire né una regola costante e nemmeno...</summary>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Miguel Prado, Comedy Apories, Anty-Copyright, audio art, conceptualism, experimental, Aurelio Cianciotta, Miguel-Prado---Comedy-Apories.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Miguel-Prado---Comedy-Apories.jpg" width="111" height="109" 
align="left" /><b>CD Anty-Copyright</b><br>
Siamo sinceri, approcciando ogni nuova uscita dell'Anty-Copyright crew si è sempre preparati ad aspettarsi qualcosa d'inconsueto, radicale e oltranzista, pure se parlando di audio art ed experimental music ciò non dovrebbe costituire né una regola costante e nemmeno qualcosa da sottolineare in particolar maniera]]>
        <![CDATA[. Diciamo questo perché in "Comedy Apories" dopo venti minuti d'ascolto è ancora la stessa risata di gruppo dei primi momenti registrati che continua ad andare in loop, seguendo cadenze irregolari di ripetizione nella più totale assenza d'altri suoni. Miguel Prado - infatti - trova interessante il ridere della gente, meglio se come effetto di sonorità minimali e riduzioniste oppure improvvisative: il suo lavoro - nel caso specifico - radicalmente prescinde da qualsiasi altro artificio o affettazione. L'autore non sembra affatto interessato alla creazione d'una rete ipercomplessa di suoni, percorso che date le premesse poteva anche suggerire una manipolazione più intricata e vigile, al fine d'imporre le proprie "considerazioni estetiche". Di una tal coerenza va dato atto: lo strappo viene quindi forzato tra sapere e sentire, spaccando l'esperienza, costringendo la concezione contro la sensazione. Dopo ben trentasei minuti la risata è ancora la stessa e di nuovo le nostre capacità di giudizio sono gabbate dall'estrema forza argomentativa dell'artista, sibillino nel rivoltare a proprio piacimento certi luoghi comuni sia dell'esperienza contemporanea sia della critica che viene volgarmente portata a certo concettualismo. Insomma, ancora una volta l'arte non è solo identificazione con il manufatto e gioca la carta dello spiazzamento teorico-poetico e della provocazione intellettuale.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>
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    <title>Martin Neukom - Studien 5-7</title>
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    <published>2012-01-12T09:21:17Z</published>
    <updated>2012-01-12T09:21:49Z</updated>
    
    <summary>CD - Domizil Sonorità sintetiche, avvolgenti, crude, siderali ed algide, quelle agite da Martin Neukom in &quot;Studien 5-7&quot;, che soltanto successivamente scopriamo essere state composte tra il 1992 ed il 1996 utilizzando Csound su un Atari ST, un linguaggio di...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
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            <category term="ambient" />
            <category term="electronica" />
            <category term="experimental" />
            <category term="noise" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Martin Neukom, Studien 5-7, Domizil, experimental, electronica, space, ambient, noise, Aurelio Cianciotta, Martin-Neukom---Studien-5-7.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Martin-Neukom---Studien-5-7.jpg" width="109" height="109" align="left" /><b>CD - Domizil</b><br>
Sonorità sintetiche, avvolgenti, crude, siderali ed algide, quelle agite da Martin Neukom in "Studien 5-7", che soltanto successivamente scopriamo essere state composte tra il 1992 ed il 1996 utilizzando Csound su un Atari ST, un linguaggio di programmazione che permette di creare sempre nuovi suoni ]]>
        <![CDATA[partendo da uno degli elementi basilari di ogni manifestazione auditiva: le oscillazioni. Feedback e filtri non-lineari, distorsioni delle frequenze, interventi di sintesi granulare, crackle e rumori di varia natura, concorrono nel generare un flusso continuo decisamente coinvolgente, affascinante e dall'aplomb un po' space, ideale commentario per spazi inabitabili. Gran parte degli interventi successivi alla cattura dei suoni avviene ricalibrando attraverso dei circuiti di controllo la stabilità del sistema: in fondo anche questa è un'operazione frutto comunque d'una scelta estetica, sensoriale e analitica, che non manca nel produrre nuove concatenazioni significanti. Vibrazioni ispide, ronzii, risucchi energetici, pulsazioni acute e gorgoglii più fondi collidono infine in maniera assai feconda e propulsiva dando vita ad un intricato  mosaico retro-future, in bilico fra elettronica d'antan e più contemporanee digressioni manipolative sperimentali. Martin Neukom ha studiato musicologia, psicologia e matematica presso l'Università di Zurigo, teoria musicale presso la Musikhochschule Zürich e direzione corale al Kantorenschule Zurigo. Nel suo operare in qualità di compositore la teoria musicale è sempre un elemento decisivo, seppure stemperata da una certa alea combinatoria degli elementi messi in gioco.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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    <title>Burkhard Friedrich - Città Utopica</title>
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    <published>2012-01-02T15:09:18Z</published>
    <updated>2012-01-02T15:09:50Z</updated>
    
    <summary>CD - Ahornfelder È un suono suggestivo e grave quello di &quot;Città Utopica&quot;, un progetto di Burkhard Friedrich nato in guisa d&apos;un installazione ambientale arricchita da elementi anche visuali, produzione percorsa da intensi droni, digitali iterazioni e frequenze sintetiche. L&apos;intreccio...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
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            <category term="soundscapes" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Burkhard Friedrich, Città Utopica, Ahornfelder, experimental, audio-video, soundscapes, elettroacustica, Aurelio Cianciotta, Burkhard-Friedrich---Città-Utopica.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Burkhard-Friedrich---Citta%CC%80-Utopica.jpg" width="109" height="109" 
align="left" /><b>CD - Ahornfelder</b><br>
È un suono suggestivo e grave quello di "Città Utopica", un progetto di Burkhard Friedrich nato in guisa d'un installazione ambientale arricchita da elementi anche visuali, produzione percorsa da intensi droni, digitali iterazioni e frequenze sintetiche. L'intreccio cavernoso, denso di stimoli auditivi]]>
        <![CDATA[, pulsante un'energia orchestrale, riverbera decisamente le origini operistiche dell'autore, abile nel dipanare in maniera compiuta più strati rilevanti sovrapposti, dando vita ad atmosfere oscure e space, gonfie di flussi e risucchi vorticosi, scie e concrezioni eccentriche. Lungo i 55 minuti del continuum sonoro messo in gioco si è pervasi da trasalimenti tonali e tremule ma possenti astrazioni, organizzate in un tutto-pieno percettivo che non lascia spazio alcuno ad ascolti distratti. Le microstrutture combinative esplorano l'incomparabile potenziale utopico che si produce nella tensione fra realtà immaginata e modelli formali in grado di rappresentare il vero. Sul tema della "città ideale" un rimando è virtualmente agito proprio in direzione di quei modelli di spazi condivisibili, utopie architettoniche dalle teorizzazioni spesso estreme ma anche dalla più disciplinata organizzazione sociale: tutte tensioni che hanno spesso attraversato prepotentemente la storia dell'urbanesimo. Aspirazioni che nell'essere agite rendono ancora più vibrante e fecondo il montaggio elettro-acustico, insieme di forze che nell'iterazione bene disciplinano le suggestioni delle proiezioni, gli elementi prettamente musicali e il risultato infine di natura performativa, componenti che pur prescindendo uno dall'altro danno vita ad un assai efficace e nuovo costrutto estetico.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>
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    <title>AAVV - Myths &amp; Masks Of Karol Szymanowski</title>
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    <published>2011-12-27T16:14:17Z</published>
    <updated>2011-12-27T16:15:06Z</updated>
    
    <summary>CD- Kvitnu Otto musicisti ucraini sono chiamati per interpretare altrettante composizioni di Karol Szymanowski, uno dei più importanti autori europei della prima metà del XX secolo, protagonista del proprio tempo, celeberrimo compositore e pianista nato nel 1937 a Tymoszówka, all&apos;epoca...</summary>
    <author>
        <name>Aurelio Cianciotta</name>
        <uri>http://wickedstyle.neural.it</uri>
    </author>
            <category term="acoustic/digital" />
            <category term="experimental" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="AAVV, Myths & Masks, Karol Szymanowski, Kvitnu, Dunaewsky69, Nikolaienko, Kotra, Zavoloka, v4w.enko, Ujif_Notfound, Alla Zagaykevych, Andrey Kiritchenko, Polish Institute, Kiev, Tymoszówka, Ucraina, experimental, acoustic-digital, musica classica, Aurelio Cianciotta, AAVV---Myths-&-Masks.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/AAVV---Myths-%26-Masks.jpg" width="112" height="112" 
align="left" /><b>CD- Kvitnu</b><br>
Otto musicisti ucraini sono chiamati per interpretare altrettante composizioni di Karol Szymanowski, uno dei più importanti autori europei della prima metà del XX secolo, protagonista del proprio tempo, celeberrimo compositore e pianista nato nel 1937 a Tymoszówka, all'epoca cittadina polacca e ]]>
        <![CDATA[oggi - invece - a pieno titolo compresa fra le province dell'Ucraina. Anche quella di Szymanowski era un'Europa della crisi, con un default post-guerra dagli effetti  certo più pesanti di quello attuale, frutto invece d'una strutturale crisi sistemica: il senso di riscatto all'epoca e la voglia di rilanciare con la creatività le proprie esistenze non erano però molto lontani dallo spirito degli sperimentatori che oggi rinnovano quelle mirabili sequenze musicali, sonorità che s'impongono ancora assai feconde, seppure ibride nel connubio tra musica classica e sperimentazione elettronica. Dunaewsky69, Nikolaienko, Kotra, Zavoloka, v4w.enko, Ujif_Notfound, Alla Zagaykevych e Andrey Kiritchenko  sono artisti che per i nostri lettori non hanno bisogno di troppe presentazioni, tutti loro sono stati selezionati dopo attente riflessioni dal Polish Institute di Kiev, proprio allo scopo di rafforzare i consensi e l'interesse specialistico che la ricerca elettronica - assai viva in quella regione - intende continuare a raccogliere nelle scene internazionali. L'insieme delle otto composizioni, sotto la curatela e prodotte da Dymitri Fedorenko, è presentato dalla Kvitnu in un'elegantissima confezione cartonata, con un booklet di dodici pagine, comprensivo d'esaurienti note, materiali fotografici e brevi biografie. 
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>
]]>
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    <title>Guillaume Laidain - Instants Mobiles</title>
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    <published>2011-12-15T08:43:08Z</published>
    <updated>2011-12-15T08:43:59Z</updated>
    
    <summary>CD - Brut Claire La Manufacture de Chaussures a Bordeaux è una vecchia fabbrica di scarpe degli anni trenta che a partire dal 1998 è stata trasformata in TNT, uno spazio di riappropriazione urbana caratterizzato adesso per essere un luogo...</summary>
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            <category term="field recordings" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Guillaume Laidain, Instants Mobiles, Brut Claire, Para_Site, experimental, ambient, audio art,  Manufacture de Chaussures, Bordeaux, TNT, Aurelio Cianciotta, Guillaume Laidain - Instants Mobiles.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/%20Guillaume%20Laidain%20-%20Instants%20Mobiles.jpg" width="112" height="112" align="left" /><b>CD - Brut Claire </b><br>
La Manufacture de Chaussures a Bordeaux è una vecchia fabbrica di scarpe degli anni trenta che a partire dal 1998 è stata trasformata in TNT, uno spazio di riappropriazione urbana caratterizzato adesso per essere un luogo di creazione e di diffusione artistica indipendente]]>
        <![CDATA[. Nonostante la ristrutturazione e mentre si è già in attesa di ancora sostanziali modifiche della struttura, gran parte degli elementi architettonici e d'arredo ancora testimoniano dell'antica funzione. Guillaume Laidain proprio in questi ambienti ha realizzato una serie di nove "quadri" sonori, istantanee che ripercorrono tendenziosamente la memoria udibile dell'edificio, documento sensibile che testimonia delle atmosfere e della fervente attività che in quel centro è svolta. Le registrazioni sono state effettuate fra il 2009 e il 2010: ogni mese un singola "fotografia" comprensiva di suoni è stata postata sul sito web di TNT, "work in progress" d'ampio respiro che funziona sul duplice versante della creazione d'arte e dell'autopromozione culturale. Il progetto è stato completato - infine - con un'installazione sonora di 400 diffusori audio nella sala principale del teatro, spazio nel quale si sono intersecate tutte le registrazioni effettuate durante la stagione. Sono nove le tracce complessivamente utilizzate, rigorosamente suddivise per ambienti e colte in differenti ore della giornata, operazione per la quale le "decodifiche" e le "interpretazioni" autorali non sono certo trascurabili. Il procedimento in questo caso non risulta affatto "automatico", molto infatti sembra dipendere dalle personali scelte dell'artista, una sorta di tramite "poetico" fra gli spazi e l'audience finale, sia essa quella del live, quella del web o che - infine - acquista il cd marcato Brut Claire.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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    <title>Martin Tétreault + Le Quatuor De Tourne-Disques - Points, Lignes Avec Haut-Parleurs </title>
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    <published>2011-12-13T10:25:48Z</published>
    <updated>2011-12-13T10:26:24Z</updated>
    
    <summary>CD - Oral Ideate da Martin Tétreault e realizzate da Magali Babin, David Lafrance, Alexander MacSween e Nancy Tobin, pur nello specifico cipiglio ultra-minimalista e concettuale qui esibito, una tal summa d&apos;elaborazioni sonore molto astratte e severe - realizzate manipolando...</summary>
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        <name>Aurelio Cianciotta</name>
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            <category term="audio art" />
            <category term="experimental" />
    
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        <![CDATA[<img alt="Martin Tétreault, Le Quatuor De Tourne-Disques, Points, Lignes Avec Haut-Parleurs, Oral, Magali Babin, David Lafrance, Alexander MacSween, Nancy Tobin,  scratching, Bernard Falaise, Philip Jeck, Otomo Yoshihide, experimental, audio art,  Aurelio Cianciotta, Martin-Tetreault.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Martin-Tetreault.jpg" width="110" height="110" 
align="left" /><b>CD - Oral</b><br>
Ideate da Martin Tétreault e realizzate da Magali Babin, David Lafrance, Alexander MacSween e Nancy Tobin, pur nello specifico cipiglio ultra-minimalista e concettuale qui esibito, una tal summa d'elaborazioni sonore molto astratte e severe - realizzate manipolando giradischi ]]>
        <![CDATA[- non possono non far pensare ad uno "scratching simbolico". Organizzate diligentemente in dieci differenti tracce, le registrazioni si dividono in quelle che tecnicamente possono dirsi composizioni e altre - invece - frutto d'improvvisazione. Si fa fatica a distinguere il risultato dei differenti approcci ma quello che rimane è la sostanza del rimando iperbolico al "turntablism", perché l'interpretazione avviene sempre in un contesto e qui l'ovvia similitudine è quella - naturalmente - con le tecniche virtuosistiche dei dj. Martin Tétreault non è nuovo a questo tipo di produzioni, essendo stato per davvero un dj: a tal proposito ricordiamo anche il suo lavoro in "Des gestes défaits" con Bernard Falaise, nonché le collaborazioni con Philip Jeck e Otomo Yoshihide, altri artisti spesso impegnati in analoghe operazioni meta-linguistiche.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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    <title>Novi_sad - Inhumane Humans</title>
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    <published>2011-12-05T11:29:21Z</published>
    <updated>2011-12-05T11:30:25Z</updated>
    
    <summary>Sub Rosa Thanasis Kaproulias, utilizzando il moniker Novi_sad s&apos;interroga sulla struttura intima delle sonorità ambientali, acquisite a partire da un&apos;ipotetica &quot;integrità scultorea&quot;, articolazioni auditive la cui essenza sembra precedere l&apos;esperienza d&apos;ascolto, pur assecondando l&apos;intrinseca disposizione...</summary>
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            <category term="field recording" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Novi_sad, Inhumane Humans, Srebrenica, Aircraft Noises, drone, electronica, audio art, noise, field recordings, ambient, Aurelio Cianciotta, Novi_sad---Inhumane-Humans.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Novi_sad---Inhumane-Humans.jpg" width="109" height="109" align="left" /><b>Sub Rosa</b><br>
Thanasis Kaproulias, utilizzando il moniker Novi_sad s'interroga sulla struttura intima delle sonorità ambientali, acquisite a partire da un'ipotetica "integrità scultorea", articolazioni auditive la cui essenza sembra precedere l'esperienza d'ascolto, pur assecondando l'intrinseca disposizione ]]>
        <![CDATA[degli elementi, particolarmente segnati dalle caratteristiche proprie dei luoghi di "cattura" ambientale. Sono registrazioni d'insetti, cicale, fiumi e tempeste, operate nell'area dell'antica Olimpia, in Grecia, quelle che compongono "Srebrenica", la prima delle due incisioni di Inhumane Humans, partitura inframmezzata da segnali morse e da una voce femminile infine, triste testimonianza di una donna ripetutamente violentata in stato di gravidanza durante la guerra civile in Bosnia. In "Aircraft Noises" invece,  sono delle stridule e manipolate registrazioni di motori aerei a fare da tappeto inizialmente, suoni registrati sia su voli di linea che su veicoli militari, intrecciati nel restituire una densità massima dei toni, pervasi da ulteriori innesti e potenti cacofonie. Aspre congiunzioni, presagi forse, distorta percezione di sussulti "quasi umani".
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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    <title>Mark Templeton - Mort Aux Vaches</title>
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    <published>2011-11-29T11:05:07Z</published>
    <updated>2011-11-29T11:05:37Z</updated>
    
    <summary>CD - Mort Aux Vaches &quot;Mort Aux Vaches&quot; gridavano gli anarco-communardi rivolgendosi contro ogni uniforme e potere: ancora quegli echi riecheggiano nelle scelte altrettanto &quot;fuori dal coro&quot; della Staalplaat, etichetta indipendente olandese che a partire dal suo store di Berlino...</summary>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Mark Templeton, Mort Aux Vaches, Mort Aux Vaches, Aurelio Cianciotta, Mark-Templeton---Mort-Aux-Vaches.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Mark-Templeton---Mort-Aux-Vaches.jpg" width="119" height="112" align="left" /><b>CD - Mort Aux Vaches</b><br>
"Mort Aux Vaches" gridavano gli anarco-communardi rivolgendosi contro ogni uniforme e potere: ancora quegli echi riecheggiano nelle scelte altrettanto "fuori dal coro" della Staalplaat, etichetta indipendente olandese che a partire dal suo store di Berlino ha scritto alcune delle pagine ]]>
        <![CDATA[più interessanti e appassionate dell'experimental music internazionale nelle ultime tre decadi. Questa volta il compito di tener alto il vessillo della casa è affidato a Mark Templeton, sound-artista canadese con un background acustico e strumentale, compositore avvezzo ad un suono "pastorale" ed "elegiaco" dalle trame piuttosto sperimentali e post-rock. Il tutto - in questo caso - ci riporta anche a intrecci improvvisativi, droni, tenui rumorismi e pulsioni lo-fi, registrazioni che sono state effettuate nel 2008, frutto certamente di più sessioni e d'un montaggio successivo, mettendo bene in evidenza le sequenze pianistiche, le iterate frequenze campionate, i momenti di sospensione, unitamente alle manipolazioni slide alla chitarra e ai tanti pattern che sono sovrapposti con accorta perizia autorale e ispirato ardore. 
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>
]]>
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    <title>CM von Hausswolff - 800 000 Seconds in Harar</title>
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    <published>2011-11-24T17:04:17Z</published>
    <updated>2011-11-24T17:04:57Z</updated>
    
    <summary>CD - Touch A ventiquattro anni Arthur Rimbaud abbandonò il mondo della letteratura e dei salotti vagando dapprima per l&apos;Europa per poi infine approdare a Harar in Abissinia, città che poteva vantare ben 99 minareti. Ispirati da questa suggestione e...</summary>
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        <name>Aurelio Cianciotta</name>
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            <category term="field recording" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="CM von Hausswolff, 800 000 Seconds in Harar, Touch, Arthur Rimbaud project, Mies van der Rohe, Andrea del Sarto, Neural, Aurelio Cianciotta, CM-von-Hausswolff---800-000-Seconds-in-Harar.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/CM-von-Hausswolff---800-000-Seconds-in-Harar.jpg" width="123" height="110" align="left" /><b>CD - Touch</b><br>
A ventiquattro anni Arthur Rimbaud abbandonò il mondo della letteratura e dei salotti vagando dapprima per l'Europa per poi infine approdare a Harar in Abissinia, città che poteva vantare ben 99 minareti. Ispirati da questa suggestione e al fine d'utilizzare la musica composta ]]>
        <![CDATA[proprio per uno spettacolo sulla vita del "poeta maledetto", a CM Von Hausswolff è stato commissionato uno specifico progetto, sviluppato naturalmente adottando le linee guida d'un operatività stilistica ben consolidata: seguendo cioè l'ispirazione dettata dalle molte field recording effettuate in loco, poi organizzate in impressivi droni, frequenze risultato dell'accorto lavorio su oscillatori analogici. Anche in questo caso sembra riecheggiare l'altrettanto "maledetta" citazione del poeta Andrea del Sarto, ripresa con successo dall'architetto razionalista Mies van der Rohe: "less is more", con pochi minimi elementi la struttura d'una composizione può essere già definita e organizzata in tutta la sua disadorna ma splendida essenza. Il tutto s'arricchisce allora dei riverberi d'un perenne viaggio, di vita, morte e arte, bagliori d'una realtà "ruvida a spegnersi".
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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    <title>Philip Corner - Pieces from the Past</title>
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    <published>2011-11-15T11:59:28Z</published>
    <updated>2011-11-15T12:00:12Z</updated>
    
    <summary>CD - Pogus Appositamente configurate da Philip Corner per essere interpretate dal violinista Malcolm Goldstein, queste cinque partiture dalla notazione non tradizionale, lineare o con notazione grafica e/o verbale, sono state in gran parte registrate in performance dal vivo, lasciando...</summary>
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            <category term="impro" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="Philip Corner, Pieces from the Past, Malcolm Goldstein, Pogus, impro, free form, violino, Tone Roads Chamber Ensemble, James Tenney, Aurelio Cianciotta, Philip-Corner---Pieces-from-the-Past.jpg" src="http://www.neural.it/sound/images5/Philip-Corner---Pieces-from-the-Past.jpg" width="109" height="109" align="left" /><b>CD - Pogus</b><br>
Appositamente configurate da Philip Corner per essere interpretate dal violinista Malcolm Goldstein, queste cinque partiture dalla notazione non tradizionale, lineare o con notazione grafica e/o verbale, sono state in gran parte registrate in performance dal vivo, lasciando i residuali rumori ambientali e del pubblico, al fine ]]>
        <![CDATA[di preservare il più possibile la particolare texture sonora degli intrecci. Goldstein non è nuovo ai componimenti di Philip Corner, stimatissimo autore con il quale ha collaborato fin dai primi anni sessanta ed alle cui varietà improvvisative è ben avvezzo, vantando anch'esso un background sperimentale, confluito poi proprio in un trio - la Tone Roads Chamber Ensemble - progetto musicale condiviso con lo stesso Philip Corner e con James Tenney. Per Corner l' improvvisazione è già insita nel suono, è il "qui e adesso" del fare musica: ogni momento vale esclusivamente in quanto tale, senza alcun passato né futuro. "Nei conservatori fondamentalmente suonano musica morta, che rimane tale" dice il maestro, mentre "al tempo di Corelli" invece "se non s'improvvisava non si era un musicista". Sarebbe auspicabile che questa stessa consapevolezza non convenzionale pervada anche la cultura musicale meno tendenziosa e sperimentale. In "Pieces from the Past" - fuori da ogni accademia - questo traspare dalle sequenze in forma libera, negli elementi concettuali indeterminati, organizzati secondo apparentemente non precostituite linee strutturali, spaziando in una pressoché infinita gamma di pitch, sussulti, vibrati e meticolose sublimi evoluzioni. Partiture comunque non alla portata di un audience non avvezza ad avanguardismi e trasalimenti stilistici.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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    <title>AAVV - Table For Six: All Quiet? #3</title>
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    <published>2011-11-02T15:21:03Z</published>
    <updated>2011-11-02T15:21:55Z</updated>
    
    <summary>CD - EE Tapes Arriva dalla EE Tapes un&apos;interessante raccolta d&apos;ambient elettronico, approntata grazie all&apos;apporto di sei differenti autori, ognuno presente con una corposa incisione: tutte composizioni che vanno all&apos;incirca dai 10 ai 13 minuti. Proveremo a citare tutti, in...</summary>
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        <name>Aurelio Cianciotta</name>
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            <category term="ambient" />
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            <category term="experimental" />
            <category term="field recording" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.neural.it/sound_it/">
        <![CDATA[<img alt="AAVV, Table For Six: All Quiet? #3, Various Artists, Neuestrasse, Buio Omega, Stormhat, Substanser, Anemone Tube, Projected Cataclysm, Bruno De Angelis, Every Man Is A Civil War, Frans de Waard, Wortel (Root), (ad)vance(d), Ambience #01 Electric Potatoes, Electronic, Ambient, dark, experimental, Aurelio Cianciotta, AAVV---Table-For-Six.jpg" src="http://www.neural.it/sound_it/images5/AAVV---Table-For-Six.jpg" width="140" height="139" align="left" /><b>CD - EE Tapes</b><br>
Arriva dalla EE Tapes un'interessante raccolta d'ambient elettronico, approntata grazie all'apporto di sei differenti autori, ognuno presente con una corposa incisione: tutte composizioni che vanno all'incirca dai 10 ai 13 minuti. Proveremo a citare tutti, in primis l'italiano Neuestrasse ]]>
        <![CDATA[con "Buio Omega", oscura partitura sintetica a cui succede Stormhat (aka Peter Bach Nicolaisen), sound-artista danese che con "Substanser" è altrettanto abile ed evocativo nell'articolare field recording, droni e stratificazioni auditive multilivelli. È la volta poi di Anemone Tube, con "Projected Cataclysm", dalle cui sequenze emergono altrettanto inquieti e rarefatti intrecci elettronici, summa per il berlinese d'una sensibilità comunque assai complessa e artisticamente introversa. Anche Bruno De Angelis poi, non manca d'ispirazione nel predisporre più elementi improvvisativi e pseudo-melodie, in "Every Man Is A Civil War", mentre Frans de Waard in "Wortel (Root)" sembra più focalizzato su una sorta d'assenza, argomentando fievoli sibili, presi da vecchie cassette e messi assieme in maniera alquanto evocativa. Si chiude con "Ambience #01 Electric Potatoes" di (ad)vance(d), confermando l'appeal complessivo molto denso e misterico.
<br><font size=1>Aurelio Cianciotta</font>]]>
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